Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha sentito al telefono il leader radicale Marco Pannella dopo la sospensione del suo sciopero della fame e della sete per richiamare l’attenzione delle Istituzioni sull’emergenza carceri in Italia. Balduzzi ha espresso a Pannella ”rispetto assoluto” per la sua forma di protesta ”estrema ma meritoria, sulla quale nessuno ha il diritto di ironizzare, e che ha fatto riaccendere i riflettori su questo problema drammatico”. Secondo il Ministro ”il prossimo Parlamento non potrà fare a meno di discutere seriamente un provvedimento di amnistia, valutando con giudizio a quali reati estenderlo, per esempio quelli non violenti come il reato di clandestinità”.

Balduzzi sottolinea come ”l’attuale situazione di sovraffollamento delle carceri e l’altissimo numero di suicidi ci dicono che dobbiamo dare ancora piena attuazione all’articolo 27 della Costituzione”, che stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Proprio ieri Marco Pannella con l’attivista Rita Bernardini ed altri esponenti dei Radicali, nel corso di una conferenza stampa sul caso della detenzione di Ambrogio Crespi, accusato di concorso esterno di associazione mafiosa,  hanno ribadito che “in Italia il 42 per cento dei detenuti che si trovano in carcere sono in attesa di giudizio, 14mila dei quali attendono il primo giudizio, un dato abnorme rispetto a ciò che avviene negli altri Paesi europei.

Secondo i Radicali hanno ricordato che il metodo della detenzione preventiva è stato già adoperato con  Enzo Tortora , durante la conferenza stampa, proprio il caso del conduttore di Portobello che sposò la battaglia del partito di Marco Pannella diventando parlamentare, è stato paragonato a quello di Crespi.