Sono passati ormai diversi mesi dalla mancata conferma di Valeria Grasso, imprenditrice antiracket, alla sovrintendenza della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, ma le polemiche sul Presidente Crocetta e sulla sua scelta di assegnare e non confermare il suo incarico, sembrano destinate a non finire mai. Valeria Grasso ha deciso di rispondere con fermezza e chiarire definitivamente la sua posizione.

“Sembrava tutto chiaro ma, evidentemente, il difficile mestiere del giornalista obbliga a raschiare il fondo quando le idee latitano. È passato ormai più di un anno dalla mia nomina come sovrintendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana – racconta Grasso – e ho sempre risposto alle critiche con un sorriso. È il gioco delle parti ed era ampiamente preventivabile. Quello che non è accettabile è che, nonostante il mio mandato sia durato solo 4 mesi, si continui a sfruttare il mio nome per attaccare il Presidente Crocetta.

Nell’ultimo anno, la stampa ha prima espresso dubbi sulle mie competenze e in seguito ha cercato di strapparmi parole velenose per la mia mancata conferma. Praticamente tutto e il contrario di tutto. E allora, ancora una volta, è il caso di fare chiarezza.

Io e il mio staff abbiamo accettato questo incarico a titolo gratuito, e questo dovrebbe essere già sufficiente per comprendere che l’accusa di aver conquistato una poltrona sfruttando le amicizie sia priva di fondamento. D’altronde, in Italia, i posti non remunerati fanno gola a pochi. Inoltre, le parole pronunciate dal Presidente Crocetta al momento del mio insediamento, erano state cristalline. A me serviva una manager ed io ero, e sono anche adesso, una manager, e non avendo particolari competenze in ambito musicale, mi sarei affidata ad esperti del settore, come si fa in ogni azienda.

Gestisco da anni – continua Grasso – società con decine di dipendenti, e in un momento storico che vede scandali e corruzione all’ordine del giorno, dare un incarico ad una manager ‘pulita’, in qualsiasi altro contesto, sarebbe considerato una vittoria. E invece si è preferito sottolineare che io sia stata ‘piazzata’per meriti antimafia, come se fosse una colpa o, in qualche modo, questo limitasse automaticamente le mie competenze.

Sono consapevole che il trend attuale voglia che si passi dalla lotta alla mafia alla lotta all’antimafia o, per usare il termine in voga, ai professionisti dell’antimafia. Ma, pur trovando disgustoso chi lucra e fa carriera sfruttando quella che per me è una missione, occorre fare le dovute distinzioni. Ed è molto semplice appurare che io non faccio parte di questa categoria. Basta essere in buona fede. La mia battaglia non mi ha mai portato nessun vantaggio, se non il ringraziamento delle persone che credono in me. Purtroppo, a volte, è molto più semplice cavalcare l’onda e sparare a zero su tutti.

Oggi continuo la mia vita e proseguo nell’attività della mia Associazione Legalità è Libertà, e sono lontana dalle manovre politiche che distruggono completamente la vita e il futuro dei cittadini. Immagino che, grazie alla mancata conferma del mio incarico, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana viva adesso il suo momento di massimo splendore”.