L’ex capogruppo del Pd all’Ars e attuale deputato regionale, Antonello Cracolici, sta rispondendo alle domande dei pm che indagano sulle spese pazze dei gruppi parlamentari all’Assemblea regionale siciliana.

Tra le accuse contestate dai pm Maurizio Agnello, Sergio Demontis e Luca Battinieri c’è il rimborso di alcune spese inerenti a “regalie” varie, brindisi augurali, biglietti augurali, strenne pasquali e natalizie, panettoni, cesti natalizi, regali di nozze, una cena politico elettorale.

Sono una trentina i capi d’imputazione che vengono contestati al deputatoA Cracolici il pool di magistrati coordinati dal aggiuntoLeonardo Agueci viene contestata l’uso dei fondi assegnati al gruppo per l’erogazione di anticipi sui cosiddetti portaborse ai deputati Roberto Ammatuna, Pino Apprendi, Giovanni Barbagallo, Mario Bonomo, Roberto De Benedictis, Giacomo Di Benedetto, Giuseppe Digiacomo, Antonino Di Guardo, Michele DonatoDonegani, Davide Faraone, Massimo Ferrara, Cataldo Fiorenza, Michele Galvagno, Baldassere Gucciardi, Giuseppe Laccoto, Giuseppe Lupo, Vincenzo Marinello, Bruno Marziano, BernardoMattarella, Camillo Oddo, Filippo Panarello, Giovanni Panepinto, Salvino Pantuso, Giuseppe Picciolo, Concetta Raia, FrancescoRinaldi, Calogero Speziale, Salvatore Termini e Gaspare Vitrano.

Tutto per 467 mila euro. Altri 360 mila euro sono stati utilizzati a favore dei dipendenti stabilizzati del gruppo per indennità, premialità, “non spettanti – scrivono i magistrati a mente delle disposizioni contenute nel contratto collettivo dei lavorato dei gruppi parlamentari all’Ars”.

Alla fine dell’interrogatorio, durato tre ore e nel corso del quale Cracolici è stato assistito dall’avvocato Nino Caleca, l’esponente del Pd si è soffermato a raccontare la sua verità: “Eravamo – ha detto – l’unico gruppo a stilare, da sempre, un bilancio di previsione e consultivo. Abbiamo un assetto organizzativo che prevede una serie di ruoli, dal presidente, al vice presidente, al tesoriere e amministratore, tarato sul gruppo Pd del Senato, visto che l’Ars è equiparata a Palazzo Madama. Certo non posso negare di aver comprato l’acqua ma ho spiegato tutte le spese centesimo per centesimo”.