L’inchiesta giudiziaria abbattutosi ieri nel tardo pomeriggio sulle spese folli dell’Ars ha scatenato un putiferio di reazioni. Sono ormai un collezionista di avvisi di garanzia, indagini e processi…”. Risponde così l’ex presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ad una giornalista che gli chiedeva di commentare le voci sull’inchiesta palermitana.

“Necessario un intervento legislativo per mettere fine al malcostume nella gestione dei soldi pubblici. E’ il commento del gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle all’Ars. “Ancora una volta l’onorabilità e l’integrità delle istituzioni sono rimesse nella mani della magistratura. Non conosciamo, se non per via di fonti giornalistiche, le accuse avanzate nei confronti dei politici indagati. E’ evidente, comunque, come rappresentato a più riprese nel corso di questa legislatura, la necessità di un intervento legislativo deciso per mettere fine al malcostume nelle gestione dei soldi dei cittadini”.

“E’ sconcertante vedere nei numeri e nella dimensione del malcostume quello che è stato definito lo scandalo delle “Spese Pazze” dei gruppi parlamentari presenti all’Ars. Nella migliore delle ipotesi ci sono casi di incapacità gestionale ed inadeguatezza a gestire fondi pubblici, nelle altre l’idea di una gestione del tutto privatistica delle risorse dei gruppi parlamentari che pone con forza la questione morale e che diventa sempre più degradante scorrendo l’elenco delle singole spese”. Così il deputato nazionale di Sel Erasmo Palazzotto, che prosegue: “Quello che salta immediatamente agli occhi è la cifra complessiva dei fondi distratti, pari sostanzialmente al recente stanziamento approvato per le famiglie sotto la soglia di povertà. Comportamenti di questo tipo diventano insopportabili in un momento così grave di crisi sociale ed economica per l’Isola. Questa vicenda investe tutta la classe dirigente siciliana che con comportamenti di questo tipo contribuisce a creare un solco sempre maggiore tra la politica e la società – conclude Palazzotto – oggi serve restituire dignità alla funzione della politica come servizio per il bene comune, per questo ci auguriamo che terminata l’attività degli organi inquirenti chi verrà ritenuto colpevole si assuma le proprie responsabilità dimettendosi e abbandonando la politica”.

“La magistratura farà ora chiarezza sui singoli casi e sui fatti contestati, qualche spesa  potrà magari trovare giustificazione qualche altra sarà confermata come illecita, ma in ogni caso quello che l’inchiesta evidenzia è, nella migliore delle ipotesi, un malcostume diffuso che tende ad autogiustificarsi”. Lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia.

“Questa vicenda- aggiunge Pagliaro- assieme a quella dei portaborse in tutta fretta assunti prima che la legge lo rendesse impossibile dà un ulteriore colpo all’immagine della politica, già fortemente compromessa dall’incapacità di mettere in campo misure credibili contro la crisi, e alimenta la disaffezione della gente”. Per il  segretario della Cgil adesso “ci vuole rigore dando concretamente il segno che si vuole smantellare un sistema basato sui privilegi e sull’arbitrio, che produce sprechi a carico della collettività. E questa vicenda – rileva Pagliaro- conferma che la prima a mettersi in discussione deve essere la politica, che  è destinataria di privilegi ingiustificabili oltre a essere fonte e motore di altri privilegi per garantire la propria autoconservazione. Diciamo basta a un sistema irresponsabile  e malato- conclude Pagliaro- che alla fine ha prodotto quello che è sotto gli occhi di tutti: crisi e disoccupazione”.