“E’ ovvio che l’accanimento mediatico degli ultimi periodi rischia di fare vacillare le fondamenta del sistema regionalistico consacrato nella Costituzione secondo cui la Repubblica una e indivisibile riconosce le autonomie locali”. Lo ha detto il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, intervenendo in aula.

“Siamo noi in questo momento storico a rappresentare le istanze legittime dei cittadini che dobbiamo tradurre in norme valide ed idonee a garantire l’interesse pubblico”, ha aggiunto. Rispetto all’inchiesta della Procura sulle cosiddette ‘spese pazze’ che coinvolge un terzo del Parlamento, il presidente dell’Assemblea siciliana ha invitato la magistratura “a fare presto”, questo “nello spirito di leale collaborazione tra poteri”.

“Oggi non siamo a una semplice crisi della politica – ha detto Ardizzone parlando in aula – Siamo a un passaggio epocale in cui è messo in discussione il ruolo stesso della politica. Non ci possiamo più permettere taluni stili di vita e tutto va rivisto alla luce dell’equilibrio fra costi e benefici”. Per Ardizzone “la Sicilia ha bisogno di responsabilità e di investire in verità, ha bisogno di archiviare la stagione delle bugie e delle promesse disattese, delle liti che ci stanno paralizzando e ci delegittimano davanti al Paese”.

Banchi del governo vuoti. In aula era presente solo l’assessore all’Agricoltura Dario Cartabellotta, espressione dell’Udc nella giunta. Assente anche il governatore, Rosario Crocetta. Ardizzone aveva annunciato il suo intervento davanti al Parlamento nei giorni scorsi e aveva replicato ad alcune affermazioni di Crocetta sull’inchiesta parlando di “sciacallaggio”.

“Non può essere un precetto di convivenza civile la massima homo homini lupus – ha proseguito Ardizzone, anche lui indagato per una spesa contestata di poco più di 2 mila euro – Personalmente, anche per esperienza professionale, ho grande rispetto per la magistratura che è chiamata a svolgere compiti difficili talvolta con mezzi insufficienti”. E ha aggiunto: “Capisco anche la tentazione che in buona fede ci può essere di supplire a una politica dalle scelte talvolta confuse se non contraddittorie o inadeguate, ma solo il rispetto della propria missione può alla fine garantire tutti”.

“Questo Parlamento non può e non deve aspettare che le iniziative politiche siano prese soltanto in altre sedi. E’ arrivato il momento che si approvi la legge statutaria che delinea e definisce i rapporti fra Parlamento e governo. E’ nell’agenda stilata ieri in conferenza dei capigruppo e sarà uno dei primi provvedimenti all’esame dell’aula”.

 “In altre parole ci sono le condizioni perché sia il Parlamento ad assumere la regia di un grande rilancio – ha detto – Di certo i ritardi, le omissioni, le mancate relazioni tecniche ai disegni di legge governativi, più volte evidenziate da questa presidenza, non hanno agevolato i lavori parlamentari. I padri costituenti del regionalismo siciliano, che diede luogo allo stato unitario su base regionale ebbero energia e coraggio. Stessa energia e coraggio, quindi, che noi tutti dobbiamo avere per affrontare con la giusta determinazione le sfide che rendano forte la Sicilia all’interno dello Stato democratico e della libera Europa”.

E’ triste constatare che alcuni, classe dirigente attuale della Sicilia vecchia o nuova che sia non ha importanza, esasperino i toni della protesta. Dobbiamo superare quella forma di masochismo politico alimentato da vari ambienti e da scari piu’ o meno inconsapevoli che continuano ad avvelenare l’opinione pubblica”.

“Al di là delle recenti vicende giudiziarie che avranno un loro naturale corso, è legittimo o no sospettare che il continui stillicidio di notizie contro le istituzioni siciliane rientri nella più ampia regia di indebolire l’intero sistema di Stato decentrato in cui le Regioni con le loro competenze legislative concorrono nell’interpretare i bisogni dei propri territori?”.

“La magistratura giustamente in presenza di sospetti abusi ha avviato nelle Regioni di tutta Italia accertamenti e verifiche – afferma Ardizzone – però le responsabilità penali sono sempre responsabilità personali e tutti abbiamo l’interesse e il diritto che le stesse vengano accertate e se riscontrate punite severamente. Il rischio è che se tutti sono colpevoli nessuno e’ colpevole”.