Sono soltanto 4 i deputati regionali non indagati sui 36 rieletti nell’ottobre del 2012 rieletti all’Assemblea siciliana e dunque in carica. I parlamentari che non risultano coinvolti nell‘inchiesta della Procura di Palermo sulle “spese pazze” dei gruppi parlamentari provengono tutti dall’ex gruppo del Pdl: Vincenzo Vinciullo, Nino D’Asero, Marco Falcone, e Santi Formica.

Vinciullo e D’Asero hanno scelto il Nuovo centrodestra di Alfano, mentre Falcone ha optato per i club di Forza Italia del cavaliere Berlusconi, mentre Formica al momento è capogruppo della lista Musumeci.

D’Asero, attuale capogruppo del Pdl e candidato  il nuovo gruppo del Ncd all’Ars, alla medaglia dell’incolume preferisce la diplomazia: “E’ presto per dare una chiave di lettura a questa vicenda – dichiara il parlamentare. – Ci sono degli aspetti che vanno chiariti. Salvo alcuni casi, ritengo di poter affermare che non ci sia stata una mala-gestione dei fondi assegnati ai gruppi parlamentari: siamo sull’interpretazione di quali spese siano rendicontabili o meno. E’ una inchiesta complesso, qualunque giudizio rischia di far cadere nell’errore. Aspetterei di capirne di piu’ sulle contestazioni che vengono mosse per fare una riflessione più ampia”.

Sicuramente, aggiunge D’Asero, “dobbiamo avere il senso del buon padre di famiglia nell’amministrare i fondi soprattutto perché sono pubblici”. Anche Vinciullo, per rispetto alle indagini e a chi ne e’ coinvolto, preferisce toni pacati. “Per quanto mi riguarda potrei parlare di una dose di fortuna e di una dose di accortezza – afferma – non ho mai chiesto un solo euro di rimborso al gruppo parlamentare sui fondi del contributo unificato. Ho partecipato a tre cene, le ho pagate tutte di tasca mia”.