Assessori e funzionari regionali ci sono abituati da decenni. Capita sempre in questi giorni fra fine aprile e inizio di maggio che la Corte dei Conti convochi per chiarimenti sulle spese effettuate durante l’anno precedente. Una convocazione in udienza pubblica che, nel 90% dei casi, si conclude con la parifica dei bilanci dopo le spiegazioni di rito.

A non esserci abituati sono i politici dell’Ars. E così i capigruppo del Parlamento sono entrati in agitazione quando hanno appreso che domani dovranno presentarsi in udienza alla Corte dei Conti per spiegare alcune spese visto che proprio da quest’anno, per la prima volta nella storia, in applicazione del decreto Monti, anche le spese dei gruppi Parlamentari sono soggette al controllo della Corte, ma i avvenuto in precedenza.

Il populismo imperante l’ha già definito il maxi processo alla politica. In realtà non ci sarà proprio nessun processo ma solo una formale richiesta di spiegazioni per tutte quelle spese che non sono apparse chiaramente documentate ai giudici contabili che dovranno pronunciare la propria “parifica” dei bilanci.

Così nel mirino sono finite spese di tutti i gruppi parlamentari, nessuno escluso e, dunque, tutti i capigruppo domani si dovranno presentare alla Corte dei Conti.

Anche se si tratta solo di richieste di chiarimenti fa scalpore, almeno secondo quanto riferisce oggi il quotidiano La Repubblica che ha pubblicato quello che chiama l’atto di accusa della Corte,  la contestazione di oltre 8000 euro al Movimento 5 stelle che rappresenterebbero una spesa “politica” e non istituzionale.

Ma se la convocazione dei 5 stelle fa effetto perché si tratta dei deputati che si ergono a controllori se non censori dell’Ars, certamente non è la contestazione di maggior peso. Contestazioni sono fatte a tutti i gruppi, senza eccezione alcuna dal Megafono al Pid-Grande Sud, dal Pd all’Udc continuando con Articolo 4, Mpa-Partito dei Siciliani, Pdl (convocato con la vecchia denominazione trattandosi di spese 2013), Lista Musumeci, Drs e perfino con il grupppo misto. C’è chi dovrà rispondere dell’uso delle auto blu, chi dei superminimi pagati a dipendenti e collaboratori, chi dello stipendio di un collaboratore in carico all’Ars ma che lavorerebbe per il Ministro Alfano e perfino chi è chiamato a spiegare migliaia di euro spese per una cena col presidente della Regione.

Se spreco ci sia stato lo deciderà la Corte dei Conti, intanto le verifiche da fare sono già state date in pasto al “pubblico ludibrio” e quand’anche l’udienza si concludesse con un nulla di fatto (come è facile che avvenga), sarà difficile spiegare a quella medesima opinione pubblica che spreco non ci fu.