Giorgio Squinzi, leader degli imprenditori, dal palco di Torino, denuncia come l’assenza di governo sia costata al Paese già un punto di Prodotto interno lordo. Dopo il voto “siamo a più di 50 giorni di inerzia totale” il che è “rischioso e costoso”, attacca. “Grosso modo abbiamo contato di aver buttato un punto di Pil”, con “il peggior risultato che potessimo immaginare: la vittoria del non governo”, dice. E ora parlare di crescita è “un miraggio”. Alla platea di imprenditori, Squinzi dice: “Come vostro presidente, e come italiano, chiedo di non vivere così”.

Dopo aver ricordato che “con la chiusura delle imprese muore il Paese”, sentenzia: “Oggi, qui a Torino, insieme al tempo è scaduta anche la nostra pazienza. Cosa deve accadere ancora e di più perché si comprenda la gravità dell’emergenza economica ed i rischi, concreti, che stiamo correndo?“, domanda retoricamente. Di frone “all’inadeguatezza politica che ci strangola”, Confindustria chiede allora “un governo di qualità”.

Su un provvedimento tanto atteso, lo sblocco di 40 miliardi di crediti della Pa verso le imprese, Confindustria esprimi “dubbi” sul meccanismo e auspica che “il Parlamento possa svolgere un ruolo fondamentale nel rendere la norma semplice, trasparente e di rapida applicazione”.