Il sindaco lo sa fare: lo ha detto lui in campagna elettorale quando ha sbaragliato i suoi giovani concorrenti alle elezioni comunali. Lo hanno confermato i suoi concittadini che quasi per acclamazione lo hanno rivoluto al suo posto dopo tanti anni.

Il sindaco che “il sindaco lo sa fare” ha saputo fare anche un bel rimpasto della giunta di governo. Ha fatto fuori i più giovani e i meno giovani: quell’assessore Di Marco che è sembrato poco più che un turista in giunta, per esempio, sia nella questione dei gazebo a Palermo che per la questione della gara internazionale (o concorso di idee) per l’area che fu dell’ex fiera del mediterraneo, solo per fare un paio di esempi. Di Marco ha una medaglia particolare:  non ha fatto aderire il comune di Palermo al Suap della Camera di Commercio perchè avrebbe dovuto rilanciare lo Sportello Unico del comune. Nulla di fatto e Di Marco segato!
Quell’altro Assessore Giuffrè che sulle questioni urbanistiche ha saputo poco più che osservare la demolizione dello sfascio presente negli uffici di sua competenza prima del suo arrivo, sfascio sostituito da non si sa bene da cosa e nemmeno tanto bene perchè. Ma Giuffrè, “nipote” d’arte, pare sia ben contento di dedicarsi all’attività accademica in quel di Enna dove alla Kore pare abbia “vinto” di recente la cattedra.
Poi il sindaco che il sindaco lo sa fare ha sostituito anche l’assessore Barbera. Perchè non si capisce ancora: qual’è stata la sua colpa? Quella forse di non avere saputo aprire al pubblico pedonale, in via definitiva, il parco della Favorita? O quella di avere osservato inerme all’emersione dei problemi ambientali per il parco Cassarà? Non lo sappiamo, ci saranno ragioni profonde che il tempo ci saprà spiegare. Una cosa è però certa, la staffetta è compiuta in perfetto stile accademico: un professore per un professore sempre alla giuda del professore. Al posto del Prof.  Barbera è arrivato il Prof.  Raimondi.
Orlando ha sostituito ancora qualcun altro. Non ci sovviene nemmeno il nome del quarto assessore bocciato (un lapsus che la Agata Bazzi ci vorrà certamente perdonare). Forse sta già qua la ragione di quest’altra sostituzione. Ma a cosa servirà tutto questo? Ha ragioni amministrative o soltanto politiche il rimpasto di Orlando? Ha nulla a che fare con l’evoluzione politica del professore? Il professore il sindaco lo sa fare. Ma neanche con la campagna elettorale babbia!
Certo, qualcuno  definisce questo quadro di governo rinvigorito dal sindaco Orlando  un “quadro antico”, ma Orlando non si ferma ed ha già annunciato che tra dicembre e gennaio proporrà la giunta definitiva che arriverà al termine del mandato. Allora quelli appena “assunti” in giunta sono assessori precari. Il Professore non ha perso il vizio. C’è ricascato.