Michela Stancheris, donna-ombra del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, è il nuovo assessore regionale al Turismo. Lo ha annunciato a sorpresa il  governatore Crocetta intervenendo in una conferenza stampa organizzata all’Ars prima della riunione d’aula in programma per approvare il ddl di riforma elettorale. Assessore ai Beni culturali è l’archeologa siracusana Mariarita Sgarlata, com’era stato già annunciato nei giorni scorsi.

La vera sorpresa, anche per gli altri assessori della giunta regionale che non sapevano nulla della decisione di Crocetta (testimonianza sono gli abbracci che hanno riservato all’assistente di Crocetta appena nominata, ndr), è Michela Stancheris, bergamasca, già componente del gabinetto del presidente della Regione nel ruolo di capo della segreteria particolare, che lo ha seguito da Bruxelles dove è stata l’assistente parlamentare dell’ex sindaco di Gela. “Michela – ha detto Crocetta – ha una grande esperienza europea. In commissione europea sarà in grado di attivare la ricerca dei fondi che ci servono per portare avanti i nostri progetti”.

“Devo ammettere che mi ha colto di sorpresa appena un quarto d’ora fa – ha detto la neoassessore al Turismo intervenendo in conferenza stampa – Non ho un discorso pronto. La mia nomina arriva il giorno dopo il suicidio di un imprenditore alberghiero di Lipari che dà l’idea dello stato in cui è ridotto il settore turistico. E certamente questo è uno dei primi impegni che assumo da assessore: andrò a Lipari a rendere omaggio alla famiglia dell’albergatore che si è suicidato. Per quel che riguarda invece i miei progetti da assessore, l’Unione europea vuole incrementare i rapporti con il Mediterraneo e noi lavoreremo in questa direzione. Con Mariarita Sgarlata che conosco dai tempi della candidatura al Senato, collaboreremo per legare le attività del mio assessorato a quello dei Beni culturali. Non sono siciliana ma spero che questo sia una cosa positiva anche perché io vedo la Sicilia come una turista e quindi vedo in questa chiave i miglioramenti che si possono fare”.

“La capacità di un vero politico –  interviene di nuovo Crocetta per spiegare la scelta di affidare alla sua assistente l’assessorato al turismo – è comprendere quanto un giovane può offrirti. La nostra politica in Italia soffre di gerontocrazia. Una sorta di complesso di Abramo per cui i figli sono spesso indegni. Magari dovrò trovare un’altra assistente ma non si deve ritenere che i nostri collaboratori siano indispensabili al punto da impedirne la crescita. Questo è il senso del mio governo che dà spazio alle donne e ai giovani. Spero che più tardi in aula il voto alle donne non venga tradito”.

Quindi a Crocetta non resta che spiegare i motivi della defezione di Antonio Presti: “La scelta della Stancheris l’ho fatta mezz’ora fa. Non ci avevo mai pensato e mi sono vergognato di non averlo mai fatto. Mi aveva irritato molto e aveva irritato molto anche Antonio il riferimento alla nostra amicizia come se io potessi fare una scelta di questo genere privilegiandolo per i nostri rapporti personali. Ma questa è una Sicilia vecchia. Antonio Presti è uno dei più importanti artisti del mondo. Ci siamo sentiti anche oggi ma quando senti il fastidio di una persona che nella vita vuole fare altro, non puoi forzare. Voi ve lo immaginate Dalì (Salvador, ndr) assessore? Avete visto com’è finita con Battiato? Antonio sarà comunque utile alla nostra giunta. Chiedo scusa ad Antonio a nome di quella politica che lo ha attaccato”.

Quindi il presidente della Regione fa riferimento alla presenza in giunta di un numero, ormai maggioritario di donne, e rilancia il voto che da qui a breve porterà i deputati regionali a votare il ddl di riforma elettorale che introduce la preferenza di genere.

Il presidente della Regione, poi, smentisce, ma solo in parte, l’ipotesi circolata in queste ore di nominare Antonio Ingroia come consulente della giunta: “In campagna elettorale avevo dichiarato il mio favore come assessore. Con lui saremo destinati a incontrarci come con quella parte di sinistra che ha fatto scelta minoritaria e solitaria che non ci ha portato ad alcuna stabilità. Se alle politiche si fosse fatto come alle regionali mettendo insieme varie componenti della sinistra, saremmo in altre condizioni. Certo non mi dispiacerebbe che Ingroia lavorasse con noi”.

Poi sulla legge elettorale e sugli emendamenti votati in commissione Affari istituzionali, Crocetta avverte: “Avevo fatto appello ai capigruppo di non emendare il ddl per farlo passare così com’è. Una legge che riguarda i diritti civili, la promozione della partecipazione delle donne alla vita politica del Paese. Il doppio voto di genere – sottolinea poi Crocetta in risposta all’allarme lanciato dai grillini sul controllo del voto che l’introduzione della preferenza di genere provochgerebbe  – favorisce il voto delle candidate donne