È il teatro Nuovo Montevergini ad ospitare stasera e domani a partire dalle ore 21.15 per la rassegna Anteprima(vera) Pinuocchio.

Lo spettacolo è il risultato scenico del laboratorio DEL DISINCANTO Per un Teatro del Grottesco realizzato dalla Compagnia del Tratto in collaborazione con Palermo Teatro Festival.

Il regista e autore Rosario Palazzolo, insieme ad AntonGiulio Pandolfo, dedica in maniera un po’ provocatoria lo spettacolo “A tutti quelli che sognano un mondo migliore di questo, perché continuino soltanto a sognare”.

Il Pinuocchio di Rosario Palazzolo è un testo crudele che gioca col modello collodiano, amplificandone l’ambito grottesco, utilizzando il dialetto siciliano ed inventando una lingua, un italiano visionario e sgrammaticato, che si fa simbolo della spietatezza contemporanea.

Racconta di una società feroce che ha annullato qualsiasi differenza in nome di una globalizzazione culturale meschina e violenta, una società organizzata in tre gruppi che si dividono lo spettro delle categorie umane: ci sono gli Ueducatori, coloro i quali plasmano le coscienze, insegnando il dispregio, l’intolleranza, l’acrimonia.

I Tuiranni, che di quelle coscienze si prendono gioco, punendo chiunque scelga un percorso differente. E gli Uindecenti, infine, che subiscono le angherie, gli ultimi, le ruote del carro di una società che non ha più un carro, che ha smesso di figurarsi un percorso, di assicurarsi un arrivo, che è sempre alla ricerca spasmodica di qualcuno da sottomettere, una società fondata sul potere coercitivo del più forte, del più furbo, del più ricco: gli unici che hanno trovato il modo di garantirsi un domani.Pinuocchio intende raccontare di un futuro prossimo, per nulla ipotetico, dove non esiste più alcuna libertà d’azione, dove ogni cosa è stabilita da un potere che massifica, ingloba, divora l’individuo.

L’ironia, l’unica salvezza possibile, lo scarto che ci assicura all’umanità. Perché Pinuocchio è anche uno spettacolo comico, certe volte esilarante. Un comico bizzarro, per il vero, surreale e rocambolesco, che nulla toglie alla drammaticità delle tematiche. Come se col ridere non si potesse che soffrire.