Il gup di Palermo, Marino Petruzzella, ha assolto l’ex ministro Calogero Mannino dall’accusa di minaccia a corpo politico dello Stato con la formula “per non aver commesso il fatto”.

“Grazie”. Così, rivolgendosi ai suoi legali, Calogero Mannino, ha commentato la sentenza che lo ha assolto dall’accusa di minaccia a corpo politico dello Stato nel processo stralcio nella così detta trattativa Stato-mafia.

Mannino era imputato per il reato di “violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario” previsto dall’articolo 338 del codice penale.

La decisione è arrivata dopo un’ora di camera di consiglio e due anni e mezzo di processo. E’ il primo verdetto per l’inchiesta “Stato-mafia”, Mannino aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato; in corte di assise sono ancora imputati gli ex ufficiali del Ros Mario Mori, Antonio Subranni, Giuseppe De Donno e Mauro Obinu, l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino (accusato di falsa testimonianza), l’ex parlamentare di Forza Italia Marcello Dell’Utri, ma anche i boss Salvatore Riina, Leoluca Bagarella e Antonino Cinà. Fra gli imputati pure il pentito Giovanni Brusca.

Il giudice Petruzzella ha annunciato che la motivazione della sentenza sarà depositata fra 90 giorni. Mannino – difeso dagli avvocati Carlo Federico Grosso, Grazia Volo, Nino Caleca e Marcello Montalbano – era presente in aula al momento del verdetto.