Una norma “ambigua”. L’assessore regionale alla Funzione pubblica Patrizia Valenti definisce così la legge siciliana che taglia le retribuzione ai vertici regionali, fissando il limite massimo a 160mila euro.

Il presidente della Regione, lo scorso maggio, aveva ottenuto l’approvazione della norma in Parlamento ma l’assessore esprime forti dubbi sull’applicabilità della normativa, come riporta l’edizione odierna del Giornale di Sicilia: “Pone forti dubbi di applicabilità ai dirigenti esterni della Regione. Prima di ridurre gli stipendi, voglio essere certa che si possa fare”.

Il cruccio dell’assessore Udc riguarda in particolare il riferimento ai destinatari secondo legge, ossia i “dipendenti dell’amministrazione regionale”, che potrebbe escludere chi ha incarichi esterni. “E non è chiaro se formalmente questi lo sono. Il testo è ambiguo. Tra l’ altro una precedente norma, credo nel 2006, aveva esplicitamente regolato i contratti e i compensi dei dirigenti esterni portando il tetto a 250 mila. E la norma appena approvata non abroga quella precedente”, precisa la Valenti.

Dal taglio agli stipendi d’oro potrebbero dunque essere esclusi ad esempio il segretario generale Patrizia Monterosso, che vanta una retribuzione lorda di 180mila euro esclusi incarichi extra all’Irfis e alla Kore di Enna (per 35mila euro lordi) e il capo dell’ Ufficio legislativo e legale Romeo Palma, con i suoi circo 240mila euro.

Nessun dubbio, invece, sull’applicabilità della norma negli enti locali e nelle società partecipate, dove non mancano casi di lavoratori con stipendi oltre il nuovo tetto limite fissato.

Intanto, il governatore Crocetta preme affinché anche l’Ars si adegui ai tagli. Ma il presidente Giovanni Ardizzone non sembra dello stesso parere, considerato che il prossimo mercoledì firmerà con i sindacati un accordo per fissare il tetto massimo a 240mila euro, e riduzioni “a cascata” di tutti gli altri compensi massimi per gli altri ruoli in Parlamento regionale.

Uno stenografo all’Ars guadagnerebbe comunque più del dirigente generale di un assessorato, cifre che secondo Crocetta restano troppo elevate, e che punta a comprimere nella Finanziaria ter regionale, dove proporrà di equiparare gli stipendi di tutti gli amministrativi dell’ Ars a quelli dei dipendenti degli assessorati.