“Voglio ricordare che un burocrate dell’Assemblea siciliana arriva a guadagnare fino a 5 volte più di quanto percepisce un deputato regionale. Questo non può accadere, la gente non lo accetta. I parlamentari si sono ridotti le indennità, io ho rinunciato anche al portaborse. Bisogna intervenire, per questo motivo il governo sostiene l’emendamento Cracolici sul tetto di 200mila euro lordi agli stipendi dei burocrati del Parlamento”.

Ad affermarlo è il governatore della Regione siciliana Rosario Crocetta, che torna a difendere il “blocca stipendi” e propone un “patto tra forze politiche”. “Se la corda viene tirata troppo finisce che si spezza”, dichiara commentando l’eventualità che gli uffici della Presidenza dell’Ars dichiarino inammissibile l’emendamento: “Sarebbe proprio una forzatura – sostiene Crocetta -. Lo troverei allucinante”.

Intanto, il deputato del Pd Antonello Cracolici ha annunciato che presenterà l’emendamento in aula dopo che la commissione Bilancio dell’Ars l’ha dichiarato inammissibile, nell’ambito dell’esame della manovra correttiva.