E’ durata due ore ma si è conclusa con un nulla di fatto la commissione spending review dell’Assemblea regionale siciliana. Tanto è stato necessario per spiegare al presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, che avrebbe potuto presenziare ma non presiedere la Commissione convocata dal vice presidente Mimmo Turano per la sostituzione del Presidente dimissionario Antonello Cracolici.

“Ho chiesto io al presidente dell’Ars Ardizzone di presiedere oggi i lavori della commissione spending review per condividere un percorso che era stato nella sostanza definito da tutti i componenti, ma nella forma meritava un ulteriore approfondimento – dice Mimmo Turano, vicepresidente della commissione che entro il 18 ottobre dovrebbe licenziare il ddl per il contenimento della spesa pubblica imposto dal decreto Monti – Su questo percorso la scorsa settimana è successo un incidente che per quanto mi riguarda considero già superato, ho ritenuto opportuno convocare oggi la commissione ma diversi gruppi parlamentari erano assenti per impegni di partito, la data dei lavori è stata dunque rinviata di una settimana, ma utilizzeremo questi giorni per studiare sul testo che dovrà essere tempestivamente approvato”.

Contrasti verso una soluzione, dunque “I toni -dice il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone – sono stati bassi e non ho notato divergenze di fondo. Il lavoro fatto finora verrà valorizzato e si giungerà al più presto ad un testo comune”. Nei giorni scorsi il presidente della commissione per la spending review Antonello Cracolici, il cui lavoro e’ stato molto apprezzato da Ardizzone, si era dimesso dopo la formazione di un fronte che aveva messo Pd e M5s in minoranza proprio sulla questione del taglio degli stipendi dei deputati. Cracolici aveva insistito perché le retribuzioni dei parlamentari siciliani, che saranno 70 e non più 90 dalla prossima legislatura, fossero adeguato a quelle dei consiglieri regionali e non dei senatori. Il resto della commissione si era riunita a parte, cercando di salvaguardare la formula attualmente in vigore che prevede invece l’adeguamento agli emolumenti dei senatori.

Ma nel frattempo Ardizzone non manca di mettere la sua “Se bisogna rimanere agganciati al Senato o passare alla stregua dei consiglieri regionali? la trovo una questione filosofica più che giuridica. Dico solo che il decreto Monti fissa tetti e parametri e noi ci adegueremo a quelli, letteralmente. Non si discute. Dove si dovrà arrivare si arriverà”.

“Non abbiamo la necessità di aspettare alcuna sentenza – gli fa eco il vice presidente della Commissione Turano – perché a prescindere dalle valutazioni che farà la Corte, l’Ars farà una legge sul contenimento della spesa pubblica che entrerà in vigore il primo gennaio”