Oggi si scopre, dopo 3 anni, il lavoro che abbiamo fatto e che la palude di Crocetta e della sua maggioranza ha cercato di far affogare. Nella finanziaria del 2012 ho inserito molte misure per la riduzione della spesa, contro tanti politici che le avversavano (alcuni dei quali oggi ancora in maggioranza), ma che dovettero approvare”. Così l’ex assessore regionale all’Economia e coordinatore di Sicilia Nazione, Gaetano Armao, interviene sullo stop imposto dalla ragioneria generale della regione Siciliana agli stipendi di tutti i titolari di qualsiasi tipo di incarico avuto da Palazzo d’Orleans e dagli enti pubblici non economici sottoposti a vigilanza e controllo, compresi gli emolumenti ai commissari straordinari, revisori dei conti, membri collegi dei sindaci, presidenti e cda di tutte le partecipate.

“L’articolo 11, comma 24 di quella Finanziaria – spiega Armao – prevede che lo svolgimento di qualsiasi incarico conferito dagli enti, inclusa la partecipazione ad organi collegiali di qualsiasi tipo, può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute e precisa poi ulteriormente che eventuali gettoni di presenza non possono superare l’importo di 30 euro a seduta”.

Secondo l’assessore all’Economia del governo Lombardo “veniva così finalmente recepito in Sicilia quanto sancito dell’articolo 5, comma 5, della legge 122/2010., come d’intesa con il presidente e con il Governo statale”.

Il divieto di cumulo di emolumenti si estende, quindi, a qualsiasi incarico conferito dagli enti anche a soggetti non titolari di cariche elettive. “Sicilian Open Government (think-thank diretto da Armao, ndr) – conclude Armao – aveva  denunciato, già nel 2013, l’inattuazione alla Procura della Corte dei conti ed alla Procura della Repubblica”.