La decisione è di quelle che farà discutere ingenerando polemiche a pioggia. I controlli sulle spese effettuate di Gruppi parlamentari ed avviati dalla Corte dei Conti sull’onda degli scandali del 2012 sono illegittimi almeno fino all’emanazione del decreto Monti.

Lo ha deciso la Corte Costituzionale che ha annullato i provvedimenti emessi dai magistrati contabili per i gruppi dei consigli regionali di Piemonte e Toscana. la sentenza è la numero 107 del 2015 ed è stata diffusa ieri senza che se ne sia accorto alcuno. Di fatto prima del decreto Monti i gruppi dei Consigli regionali avevano facoltà discrezionale di spesa e la Corte dei Conti non può chiedere di giustificare tali spese perchè la richiesta stessa viola l’autonomia dei gruppi.

Una decisione che di fatto disinnesca tutti i controlli sulle spese fino al 2012. la Corte dei Conti potrà effettuate controlli solo a partire dai bilanci 2013. il pronunciamento riguarda le Regioni a Statuto ordinario. Secondo quanto scrive oggi la sezione Enti Locali de il Sole24ore, il provvedimento emanato annulla i decreti con i quali la Corte chiedeva lumi sulle spese dal 2010 al 2012 dei gruppi consiliari della Regione Toscana e dal 2003 al 2008 del Piemonte. La sentenza 107, Presidente Criscuolo, relatore Coraggio, stabilisce, però, un principio di massima che porterà, inevitabilmente, all’annullamento di tutti i provvedimenti analoghi e dunque a stoppare qualsiasi controllo su 42 anni di spese fino al 2012 compreso.

Se è incostituzionale l’invasione nella libertà dei gruppi delle regioni a Statuto ordinario, cosa accade in Sicilia, regione a Statuto Speciale per eccellenza? probabilmente qualcosa di analogo visto che l’autonomia dei gruppi del Parlamento regionale appare impossibile che ppossa essere minore rispetto agli altri in funzione proprio dello Statuto.

Vengono meno, dunque, i presupposti per il processo contabile e per eventuale danno erariale a tutti i capigruppo della passata legislatura, con buona pace dei clamori degli ultimi tre anni