“Da oltre un anno l’Ustica Lines svolge i servizi senza ricevere un solo euro dalla Regione Siciliana, ma anticipando, attraverso esposizioni bancarie, le notevoli spese che sostiene ed ora non è più nelle condizioni di proseguire”. Ribadisce le ragioni della sua compagnia, l’armatore Vittorio Morace che oggi in una conferenza stampa ha confermato, per ora,  la sospensione dei collegamenti con le isole Egadi ed Eolie a partire dal prossimo 12 aprile.

Moraci, accompagnato dall’avvocato Franco Campo, ha parlato anche “di una volontà precisa da parte della Regione di non volere stipulare il contratto (e quindi di non procedere al pagamento di quanto dovuto), annullando la gara aggiudicata all’Ustica Lines in via definitiva”.

L’armatore ha anche ripercorso l’iter processuale che ha visto la compagnia opposta alla Regione culminato con la presentazione da parte di Ustica Lines di un decreto ingiuntivo. Spiega Moraci:“L’Avvocatura regionale, in sede processuale, ha sostenuto che nulla era dovuto all’Ustica Lines non essendo mai stato stipulato il contratto. Sulla base di questo la Regione ha comunicato di avere avviato le procedure per l’annullamento del bando di gara, dopo oltre un anno! Le difficoltà di cassa della Regione sono comprensibili e noi siamo sempre andati incontro alla Regione per assicurare un servizio essenziale per la collettività, ma quello che ora la Regione ci dice è che nulla ci è dovuto!”.

Moraci, contestando l’annullamento della gara, ha detto che “il bando era stato fatto dalla Regione sulla base di uno studio RINA dell’ottobre 2013. Ora viene fuori un nuovo studio, a distanza di un anno, che ci appare palesemente errato. I nostri conti sono a posto, tutte le spese sono documentate e certificate e si possono evincere anche dai bilanci della Società. In 21 anni non ci sono mai stati ne’ rilievi, ne’ contestazioni”.

Ieri dopo l’annuncio della sospensione dei collegamenti con le Egadi e le Eolie da parte Ustica Lines, la Regione ha replicato facendo sapere di avere allertato i prefetti di Messina e Trapani “perché i collegamenti serviti dalla Ustica Lines sono un pubblico servizio e non possono essere interrotti”.

Sulla questione è giunta in conferenza stampa la replica di Morace: “L’eventuale obbligo di garantire un servizio pubblico – ha detto – non può essere tale da comportare il fallimento di una Società e noi non siamo più nelle condizioni di assumere ulteriori esposizioni bancarie, tra l’altro in assenza di qualsiasi prospettiva di pagamento di quanto dovuto dalla Regione”.

L’armatore ha anche fatto sapere che a breve incontrerò in sindacati per studiare la situazione: “Ci sono oltre 300 famiglie, che rischiano di perdere il posto di lavoro. E bisogna considerare anche l’indotto, perché attorno all’attività dell’Ustica Lines ruotano ovviamente numerose altre attività ed aziende”.

Stamani anche gli albergatori delle isole minori hanno espresso preoccupazione chiedendo alla società di “tornare sui propri passi” e alla Regione di “dare delle risposte adeguate alle legittime aspettative della compagnia”.