Storyborderline è il nome del nuovo progetto video-musicale del rapper palermitano “Picciotto” che sarà realizzato solo se la campagna di crowdfunding su Musicraiser andrà a buon fine.

Dodici storie che parlano di disagio sociale, precarietà esistenziale, abusi, emarginazione. Storie che parlano della società in cui viviamo, ma che soprattutto raccontano il riscatto sociale.

È proprio il sottile equilibrio tra disagio e riscatto la linea conduttrice del progetto. Stoyborderline non sarà solo un album musicale ma una raccolta di 12 storie in musica, 12 racconti tradotti in video grazie all’aiuto di una squadra di registi che realizzerà una serie web ispirata ai personaggi che Picciotto con l’arte dello storytelling narra sul disco. La campagna finirà ai primi di febbraio, se non dovesse raggiungere la quota di seimila euro Storyborderline resterá un sogno svanito e ogni donatore avrá restituito il proprio contributo.

Le storie che Picciotto racconterà sono tutte collegate tra di loro, si partirà da Silvia, una giovane escort da qui si diramano e s’intrecciano tutte le altre storie come una catena fatta di bene e male, di squallore e di umanità, storie che conosciamo e che abbiamo visto o incrociato. Durante il giorno Christian Paterniti aka Picciotto è un operatore sociale che lavora nei quartieri difficili di Palermo ed è in questi quartieri che incontra le storie che poi decide di raccontare, dove insegna ai ragazzini a fare rap, ad usare le parole come armi di riscatto sociale.

Ha molto da dire Picciotto, storie e parole non gli sono mai mancate, Storyborderline potrebbe essere il suo quinto disco, i primi tre prodotti come Gente Strana Posse e poi l’esordio solista come Picciotto, nome d’arte che gli hanno dato i ragazzini con cui lavora ogni giorno. “Se non facessi questo lavoro – spiega Christian – molte cose non mi verrebbero in mente, le mie storie mischiano realtà e fantasia. Palermo è una città difficile per chi come me vuole fare musica, non ci sono spazi, c’è poca attenzione ai contenuti, ma ci sono le storie, c’è la gente che tra mille difficoltà cerca di sopravvivere, c’è l’umanità di chi accetta la propria condizione e lotta per riscattare se stesso e la propria comunitá, è una città incredibile che offre poco dal punto di vista della realizzazione professionale, ma è tutta da scoprire e raccontare, e il rap nasce per fare denuncia sociale”.

Per “Il Fatto Quotidiano” Picciotto è uno dei dieci rapper da tenere sottocchio nel 2016. Kento, anche lui un rapper che ha scritto l’articolo, lo definisce così: “Picciotto è la strada. Nei quartieri popolari di Palermo, è un punto di riferimento per i bambini delle realtà più povere e disagiate, a cui insegna ad esprimersi in rima usando le parole come arma di riscatto sia personale che sociale. Mi risulta che l’hip-hop sia nato esattamente in questo modo”.