“Vergognosa e inaccettabile la posizione dell’Avvocatura dello Stato”. Lo afferma Daria Bonfietti, Presidente associazione parenti vittime strage Ustica, dopo che l’Avvocato dello Stato ha chiesto alla Corte di appello civile di Palermo il rigetto delle domande di risarcimento che il tribunale ha concesso a 18 familiari delle vittime della tragedia aerea.

“Proprio avvicinandosi il XXXV anniversario della strage di Ustica – spiega Bonfietti – avevo chiesto a tutte le Istituzioni dello Stato di prendere atto, nel rispetto dello stato di diritto, che sentenze definitive della Magistratura avevano riconosciuto che il Dc9 Itavia era stato abbattuto nel corso di un episodio di guerra aerea e che i Ministeri della Difesa e dei trasporti erano stati condannati per non avere tutelati i cittadini e per aver contribuito a nascondere la verita’.

Ritengo oggi vergognosa e inaccettabile la posizione dell’Avvocatura dello Stato che ricorrendo contro una ennesima condanna, non solo non vuol tenere conto delle precedenti sentenze della Cassazione, ma addirittura ritorna a parlare di bomba a bordo”.

“E qui bisogna direttamente chiamare in causa il Governo – conclude – che deve prendersi la responsabilita’ politica, anche nei tribunali, di rispettare la verita’ su Ustica che le sentenze passate in giudicato ci hanno dato. Mi sembra davvero incredibile poi dover ricordare all’Avvocatura dello Stato che nei vari processi che si sono svolti la stessa Avvocatura si e’ sempre spesa a sostegno della tesi del missile”.

“Sono sconcertato e sconfortato per la posizione dell’Avvocatura dello Stato”. Così il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha commentato la richiesta di rigetto delle domande di risarcimento.

“E’ assolutamente paradossale – aggiunge – che da un lato lo Stato condanni con diverse sentenze e contemporaneamente si opponga al risarcimento delle vittime. E’ un gesto irriguardoso nei confronti dei familiari delle vittime, che non solo hanno subito la tragica perdita dei loro parenti, ma pagano anni di omissioni e depistaggi di una delle pagine più nere della storia del nostro Paese”.