Stretta finale sulla finanziaria e sul bilancio di previsione della Regione siciliana. I tempi stringono e si è reso necessario il contingentamento per non correre il rischio di mancare la scadenza finale che la legge fissa al 30 aprile, data oltre la quale non sarà più possibile prorogare l’esercizio provvisorio e l’intera macchina regionale si fermerà con tutte le relative conseguenza anche di natura politica in caso di persistenza di una simile situazione.

L’esame della manovra finanziaria comincerà, dunque, domani in commissione Bilancio all’Ars nonostante la giornata di sabato. Entro oggi le Commissioni di merito concluderanno le loro valutazioni, domani la norma approderà in commissione Bilancio. la giornata di sabato servirà per la discussione generale della manovra e per fissare a lunedì prossimo il termine per gli emendamenti.

Nonostante ciò sulla manovra sono già piovuti 300 emendamenti. Solo due sono governativi, e qualche decina di maggioranza ma per lo più si tratta di emendamenti soppressivi di norme proposti dall’opposizione. proprio su uno di questi emendamenti tecnici soppressivi, appena una decina di giorni fa la maggioranza è andata sotto in aula consentendo lo stop alla riforma delle province. Sono, dunque, emendamenti sui quali si rischia in qualsiasi momento, il tracollo della norma.

La commissione poi si riunirà da martedì a giovedì prossimo con l’obiettivo di approvare bilancio e finanziaria per consentire all’aula di incardinare la manovra venerdì prossimo e di entrare nel merito delle norme giorno 27 aprile con una no stop fino al 30 aprile, quando scadrà l’esercizio provvisorio.

Si profila, dunque, una settimana di tensioni in Commissione ed una successiva maratona dalla quale dipenderà il futuro della Sicilia a partire da quello del governo Crocetta. in realtà il Pd sembra aver rinunciato,. per il momento, al proprio progetto di far cadere il governatore ed andare alle elezioni alla fine dell’anno ma si tratta, comunque, di una idea che resta latente e potrebbe essere recuperata in qualsiasi momento soprattutto se dovessero presentarsi le condizioni per scavalcare la resistenza dei tanti deputati che non ci stanno a tornare alle urne ora.