Le intercettazioni telefoniche, la riforma del codice di procedura penale, la storia del pool antimafia, l’imposizione del pizzo e le collusioni tra mafia e politica. Sono gli argomenti al centro di un incontro che si è svolto nell’aula magna del Tribunale di Palermo tra i ragazzi di 14 paesi europei arrivati in Sicilia per seguire le manifestazioni del 19esimo anniversario della strage di Capaci, grazie a un progetto della Fondazione Falcone, e i magistrati Leonardo Guarnotta e Antonino Di Matteo.

”Quando Antonino Caponnetto mi ha chiesto di far parte del pool antimafia, prima di accettare ho riflettuto a lungo, e non perchè non coltivassi il sogno di liberare la Sicilia dalla mafia – ha ricordato il presidente del Tribunale Leonardo Guarnotta -. Ma appena ho accettato ho seguito l’insegnamento di Falcone di far sempre il proprio dovere, nonostante le avversità, perchè è questo che dà il senso della dignità di un uomo e di un magistrato”.

”Questa è la terra dove lo scontro tra il bene e il male ha raggiunto un livello molto alto – ha detto il sostituto procuratore della Dda, Nino Di Matteo ai ragazzi -, ma è da qui che è partita la lotta alla mafia. E’ stato grazie al pool antimafia che tanti giovani hanno visto per la prima volta la possibilità di riscattare l’immagine della nostra terra, rompendo quell’equazione che mette Sicilia e mafia allo stesso posto”.

Sono diecimila gli studenti di 14 Paesi europei a Palermo il 23 maggio per ricordare il giudice Giovanni Falcone nel diciannovesimo anniversario della strage di Capaci, in cui fu ucciso dalla mafia assieme alla moglie Francesca Morvillo, e agli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo.

L’iniziativa della Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” e del ministero dell’Istruzione quest’anno si inserisce nelle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

La figura di Falcone e del suo collega Paolo Borsellino, assassinato nella strage di via D’Amelio, saranno rievocate nel convegno “Giovanni e Paolo, due italiani”, cui parteciperanno tra gli altri, con Maria Falcone, il presidente della Fondazione i ministri dell’Istruzione Mariastella Gelmini, dell’Interno Roberto Maroni, della Giustizia Angelino Alfano, dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Al termine dei lavori, nell’aula bunker dell’Ucciardone, il ministro Gelmini e don Marco Mori, presidente del Forum degli oratori italiani firmeranno un protocollo d’Intesa per promuovere l’impegno degli studenti in attività di volontariato sociale ed educazione alla legalità.
“E’ la quarta volta – ha detto il ministro Gelmini- che ho l’onore e il piacere di prendere parte a questa bellissima manifestazione. Anche quest’anno ci troveremo a Palermo per commemorare due grandi italiani, due eroi della lotta alla mafia e due altissimi esempi di comportamento per i nostri giovani. Fin dall’inizio del mio mandato ho ritenuto importantissimo che il mondo dell’istruzione garantisse il massimo sostegno a questa festa della legalità.

Nel 150esimo anniversario dell’unità d’Italia – ha aggiunto Gelmini – la scuola rinnova il suo impegno a insegnare ai giovani il valore della giustizia e della libertà dal ricatto mafioso.
Proseguiremo nel nostro impegno perchè tutti i giovani conoscano la vicenda umana di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di tutti gli eroi della lotta alla criminalità e la facciano rivivere ogni giorno nei propri comportamenti”.
I giovani, che nel corso dell’anno scolastico hanno partecipato al concorso “Il mondo che vorrei” e ai percorsi di educazione alla legalità promossi dal Miur e dalla Fondazione Falcone, giungeranno a Palermo sulle “navi della legalità”, messe a disposizione per l’occasione dalla Snav, e battezzate “Giovanni” e “Paolo”.

Salpando rispettivamente da Civitavecchia e da Napoli, con a bordo anche diversi ospiti con i quali i ragazzi hanno parlato di antimafia. Sulla prima, tra gli altri, il procuratore Grasso e il commissario straordinario antiracket Giancarlo Trevisone. Sulla
seconda, il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, e Antonello Montante, delegato nazionale di Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio.

La giornata sarà conclusa da due cortei che si riuniranno sotto l’Albero Falcone per il momento solenne del Silenzio all’ora della strage.

Falcone e Borsellino, “sono due eroi moderni con un percorso umano e professionale segnato da un altissimo senso dello Stato, la cui missione ha tracciato un crocevia
fondamentale nella storia del nostro Paese.
Nell’anno delle celebrazioni per i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia, la loro memoria, più vivida che mai, accende un riflettore sui valori fondanti delle democrazie moderne“, ha affermato Maria Falcone, e ha sottolineato che “l’esempio del loro sacrificio significa oggi fare comprendere a tutti, ma soprattutto ai giovani, quanto sia importante credere e difendere i valori della nostra Costituzione. Perchè, così come Giovanni e Paolo, nonostante tutto, riuscirono a portare avanti la loro lotta contro la mafia con risultati inediti e straordinari, così noi oggi, abbiamo il compito, anzi il dovere di portare avanti la memoria, come atto di speranza nei confronti del nostro Paese.”