“La scuola è il futuro”, “Lottiamo per i nostri diritti”, “No money no future”, sono gli slogan che sventolano sugli striscioni del corteo. Anche a Catania, oggi, gli studenti liceali e universitari sono scesi in piazza.

Chiedono più diritto allo studio, si scagliano contro le università a numero chiuso e ci infilano dentro anche la protesta contro il Muos pensando al diritto alla vita e alla salute.

“Sei qui perché pensi davvero che questo tipo di protesta possa servire o ne hai approfittato per saltare le lezioni?” Oltre a quelli che sono qui per curiosità o per passare un po’ di tempo, per fortuna una minima parte, ci sono quelli che credono davvero in questa lotta, come la candidata a rappresentate di istituto del liceo classico Cutelli, Giulia Costanzo.

“Penso che questa sia un’iniziativa fondamentale, non abbiamo intenzione di fare scioperi a singhiozzo, ma affiancarli ad altre iniziative come sit in e assemblee autoconvocate”.

E il Muos?

“Questo è uno dei punti principali dello sciopero perché non possiamo accettare questa contaminazione. Ma il punto più sconvolgente è quello dei test universitari, soprattutto quelli a cui è possibile accedere solo attraverso corsi molto costosi come l’Unimed.”

“Siamo qui per protestare per i fondi alla scuola- dice il rappresentante d’istituto del Principe Umberto Danilo Baglio – bisogna cambiare le infrastrutture che sono decadenti e la scuola e l’università devono essere accessibili a tutti e non solo a chi se lo può permettere”.

Anche il rappresentante d’istituto del licelo Cutelli, Sveva Bottini, dice la sua “non dobbiamo aspettare sempre e solo i fondi dall’Unione Europea, l’Italia deve fare la sua parte e investire sul futuro degli italiani. Questo è solo l’inizio e non ci fermeremo finchè non otterremo quello che chiediamo: strutture adeguate, borse di studio e fondi.”

Manfredi Magnano del liceo Galileo Galilei  pensa che i suoi coetanei non abbiano la minima idea di quello che fanno. “Fanno i piccoli Che Guevara e non sanno niente di Muos e co. Io sono qui per protestare contro le infrastrutture scolastiche e per il fatto che i finanziamenti devono andare alle scuole pubbliche”.

Alcuni pensano che la manifestazione vada fatta in un altro modo, magari scendendo in piazza a fare lezione per una settimana. Protestiamo contro i test di ammissione all’Università, per noi la selezione deve essere naturale in modo tale che vadano avanti solo quelli davvero appassionati”.

Al corteo hanno partecipato Fds, federazione degli studenti e Run, rete universitaria nazionale.

Passano gli anni, ma gli scioperi, anche se non portano quasi  mai a niente di concreto, sono sempre la manifestazione preferita dagli studenti. Ancora di più se inseriti in un’atmosfera musicale che va da “Città vecchia” di De Andrè a “I cento passi” dei Modena City Ramblers.

E’ il primo sciopero dell’anno scolastico, ma con l’aria che tira potrebbe essere il primo di una lunga serie.