Oltre 4.300 libri spediti in 175 scatole arriveranno entro la fine del mese di marzo da Roma alla nuova biblioteca municipale di San Giuseppe Jato, in occasione della sua inaugurazione in aprile. San Giuseppe Jato è un piccolo centro in provincia di Palermo tristemente noto, negli anni scorsi, per la presenza di un influente clan mafioso alle dirette dipendenze dei boss corleonesi.

La vecchia biblioteca era abbandonata e inagibile dal 2009 perché si trova all’interno di un bene confiscato alla mafia. A raccogliere e donare i libri sono stati gli studenti, il personale e i docenti dell’Università Roma Tre.

“Abbiamo recepito la buona voglia di collaborare alla costruzione della biblioteca, che diventa una volta di più una strada da percorrere per migliorare le persone, i cittadini, il Paese”, ha spiegato Maria Palozzi, responsabile del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università Roma Tre.

Ad occuparsi dell’organizzazione della biblioteca di San Giuseppe Jato è Pierluigi Basile, dottore di ricerca in storia di Roma Tre e attualmente assessore con deleghe alla Cultura e legalità, pubblica istruzione, beni confiscati alla mafia, sport e spettacoli e politiche giovanili nel Comune. Le scaffalature sono state donate da un gruppo di cooperative emiliane mentre i libri saranno il risultato delle donazioni che il Comune di San Giuseppe Jato riceverà.

“Sono convinto che questa Biblioteca, le energie investite e le sinergie che lungo il tragitto si sono create – spiega Pierluigi Basile– rappresentano in piccolo un modello praticabile di liberazione nazionale: dove luoghi, istituzioni, persone imparano a dialogare, collaborare e investire insieme sul loro futuro, partendo dalla cultura e dai valori di giustizia, libertà e democrazia sociale, non sorgera’ piu’ la malapianta del malaffare e della criminalità organizzata”.