Si è bocciata una proroga  ma non la legge 7 che abroga le province“. Antonello Cracolici, deputato Pd e presidente della I commissione Affari istituzionali dell’Ars, subito dopo la bocciatura del disegno di legge del governo regionale che prorogava di sei mesi il commissariamento delle Province, ha provato immediatamente a gettare acqua sul fuoco. Ma lo scontro nella maggioranza è palese.

A nessuno è sfuggita la causa della bocciatura. “La colpa è dei franchi tiratori” – ha tuonato il governatore Rosario Crocetta, adirato per lo stop della sua riforma. Lo stesso governatore, che ha smentito ipotesi di dimissioni, attacca direttamente Sala d’Ercole, convinto che ci sia chi vuole il rinnovamento e le riforme e chi invece resiste strenuamente al cambiamento, e rilancia: “La riforma delle province la presenterò dopo il varo della manovra finanziaria”. Ma il messaggio al presidente è arrivato chiaro, soprattutto in vista dell’approvazione della legge di stabilità.

Dopo che la maggioranza è andata sotto, è partita la caccia agli assenti, soprattutto nelle file “governative”. Fra i Drs il provvedimento lo hanno votato in due, Greco e Piccolo. In casa Pd a non votarlo sarebbero stati almeno Lupo, Alloro, Rinaldi e Panepinto. Ma l’ex presidente della I commissione, il deputato dei Drs, Marco Forzese, punta il dito sugli esponenti dell’Udc, alleato di Crocetta, che già nella mattinata di ieri, avevano manifestato perplessità e usato toni forti, sulla proposta del governo Crocetta”. Il riferimento è ad una dichiarazione del deputato Udc Nicola D’Agostino  rilasciata un’ora prima del fattaccio e che la dice lunga sugli equilibri in campo: “La proposta in discussione -diceva D’Agostino – è indecente ed insopportabile e va respinta con convinzione”.

Per l’Udc insomma la proposta è indecente. L’altro alleato, il Pd, punta al suo testo sulle province. Considerato però indecente dal partito di D’Alia, che invece appoggia il testo del governatore, presentato in sovrapposizione al testo di Cracolici.

Ed è proprio su questo che è avvenuto il litigio fra il governatore e Cracolici nei corridoi di palazzo dei Normanni. Entrambi hanno presentato due testi sulla riforma delle province. Il presidente vuole un numero variabile di consorzi di Comuni con l’adesione sarà libera, decisa direttamente dal territorio, dando loro compiti oggi dei Comuni. Contrario il presidente della I commissione, che vorrebbe nove liberi Consorzi nelle stesse aree della attuali Province, con il trasferimento di funzioni dalla Regione.

Sulle due proposte la maggioranza è divisa. Il partito di Pistorio sostiene il governatore, mentre il partito di Lino Leanza appoggia il testo Cracolici. Adesso si devono riformare le province entro quarantacinque giorni, altrimenti non resterà altro che convocare i comizi elettorali ed andare a nuove elezioni resuscitando le defunte province.