Palermo è ultima nella classifica dello Svimez che analizza la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Uno studio che ha analizzato i bilanci consuntivi relativi al 2011 di sei grandi comuni italiani, del Centro-Nord (Torino, Milano, Roma) e del Sud (Bari, Napoli e Palermo), per capire se e quanto i Comuni riescono a coprire il fabbisogno standard di 14 servizi base, dall’acqua agli asili nido, all’illuminazione delle strade, cui avrebbe diritto nella stessa misura ogni cittadino italiano.

In termini di valori medi, l’Italia si presenta spaccata a metà. Roma è il comune che guida la classifica della copertura dei fabbisogni, seguita da Milano, Torino. Supera la metà Napoli, con 0,58, la sfiora appena Bari, mentre Palermo si colloca in fondo alla classifica.

Un altro primato negativo che segue al penultimo posto nella classifica della qualità della vita del Sole 24 Ore. Il capoluogo siciliano è stato inoltre proclamato città più trafficata e con gli automobilisti più indisciplinati alla guida.

Analizzando i dati settore per settore, l’Italia resta comunque divisa tra un Centro-Nord che riesce a coprire e addirittura a superare il fabbisogno medio in circa la metà dei servizi. Torino riesce a spendere fino al 40% in più del fabbisogno nell’assistenza e nell’istruzione elementare e media, Milano anche il 18% in più nei cimiteri e il 64% nell’assistenza agli anziani, Roma invece copre più del doppio il fabbisogno nell’illuminazione delle strade, e nei trasporti pubblici (+79%), ma con buone performances anche nello smaltimento dei rifiuti, nei servizi all’infanzia e nella protezione civile.

Situazione ben diversa nel Mezzogiorno: Napoli riesce a coprire il fabbisogno nella protezione civile (1,11) e a superarlo nella fornitura di acqua; Bari si avvicina alla copertura (0,92) nel caso dell’istruzione media, e il valore più alto di Palermo (0,86) riguarda il servizio idrico. Ma per le strutture per anziani al Sud le percentuali sfiorano lo zero, e molto bassi restano i valori nella scuola materna (Napoli e Palermo soddisfano solo il 10% del fabbisogno richiesto, Bari il 30%, mentre Torino e Milano superano del 10%), o nell’assistenza scolastica, dove Napoli copre il solo 29% del fabbisogno teorico, Palermo il 42% e Napoli il 45%, mentre Torino e Milano lo superano del 10%. Stessa dinamica per gli asili nido: Roma e Milano soddisfano pienamente il fabbisogno, Torino si ferma al 48%, mentre Napoli e Palermo si fermano rispettivamente al 38 e al 27%. Ancora: nei cimiteri Milano spende il 18% in piu’ del fabbisogno, mentre Palermo solo il 27%.

Dallo studio emerge quindi nelle metropoli del Mezzogiorno “una enorme e inaccettabile sottodotazione di servizi comunali rispetto ai Lep (livelli essenziali delle prestazioni), che lo Stato, in base alla Costituzione, ha l’impegno di garantire su tutto il territorio nazionale”. Sotto accusa anche i conflitti di governance, visto che spesso vengono poste a carico degli enti locali funzioni di esclusiva competenza dello Stato. Di qui la proposta di una differenziazione dei tributi a seconda delle dimensioni degli enti, che stabilisca un regime a parte per le grandi citta’ e i comuni a spiccata vocazione turistica.