Dopo le polemiche dei deputati, che pure in massa – con l’astensione di tutto il gruppo del Movimento 5 Stelle – hanno votato la famigerata Tabella H, si attende il verdetto del commissario dello Stato che da sabato sera ha sul tavolo i documenti contabili della Regione siciliana. Carmelo Aronica avrebbe già chiesto chiarimenti su alcuni articoli e in particolare pare, proprio sulla tabella H. Sui criteri, cioè, di assegnazione dei contributi alle associazioni ed enti beneficiari di un fondo di 25 milioni di euro messo a disposizione dall’assessore regionale all’economia Luca Bianchi.

Complessivamente sotto la lente di ingrandimento ci sarebbero entrate per ben 280 milioni di euro, circa il doppio di quanto fino ad ora considerato a rischio. La segreteria generale del Commissario lavora all’inoltro, già da questa mattina, delle richieste urgenti di chiarimenti anticipate informalmente agli assessorati interessati.

Una ulteriore richiesta di chiarimenti è quasi certa sulla norma che autorizza l’Irfis FinSicilia ad incorporare altre controllate della Regione. La legge non lo dice ma l’idea è chiara. Irfis dovrebbe incorporare Sviluppo Italia Sicilia. il motivo è evidente. Irfis ha i fondi, Sviluppo Italia Sicilia il personale. Ma dal Commissario dello Stato hanno perplessità sue due aspetti. Il primo riguarda il capitale di Irfis FinSicilia. Non sono ancora giunti documenti ufficiali circa l’acquisizione da parte della Regione delle quote di Unicredit. La procedura potrebbe non essersi perfezionata e in quel caso Irfis non sarebbe una controllata ma una partecipata e se il capitale non è interamente pubblico non può incorporare una società ad intero capitale pubblico. Dubbi, poi, sullo strumento di legge. Una fusione per incorporazione fra soggetti “bancari” va fatta con delibere dei Consigli di amministrazione e verifica di Banca d’Italia. L’idea di farlo attraverso una legge regionale non convince il Commissario dello Stato.