mercoledì - 17 luglio 2019

 

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Lotta al terrorismo internazionale
L’Italia esporta il 41 bis in Francia

Il sistema italiano del carcere duro nato in Sicilia per contrastare la mafia potrebbe diventare uno strumento anti terrorismo. La Francia pensa di copiare il sistema ‘esportato’ dall’Italia

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Già condannato all'ergastolo

Il ministro Orlando proroga il 41 bis al boss Fragapane

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha prorogato il 41 bis nei confronti del boss Stefano Fragapane, 37 anni, di Santa Elisabetta, in provincia di Agrigento.

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La deposizione del pentito al processo sulla Trattativa

Modeo: “La mafia nell”87 spostò
i propri voti dalla DC al Psi”

Secondo Modeo alle elezioni del 1987 la mafia in Sicilia aveva deciso di spostare i propri pacchetti di voti dalla DC al Psi.

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La Suprema Corte non era certa del ruolo del mafioso

Replica del Riesame alla Cassazione
“41 bis a Fricano boss di Resuttana”

Il tribunale del Riesame di Palermo non ha dubbi: Giuseppe Fricano è capo del mandamento di Resuttana. I giudici, interpellati dalla Cassazione che aveva annullato l’ordinanza che riconosceva al boss il ruolo di vertice, condizione per l’applicazione del 41 bis, si sono pronunciati nuovamente.

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respinta la richiesta della difesa

Mafia, Provenzano resta al 41bis
“Pericoloso anche se malato”

Bernardo Provenzano, capo della mafia siciliana dopo l’arreso di Totò Riina, deve restare al 41 bis, il regime di carcere duro, anche se gravemente malato. Lo ha deciso il tribunale del riesame di Roma al quale si era rivolta la difesa del capomafia. “Il Collegio ritiene – scrive il tribunale di sorveglianza – che le restrizioni

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arrestati a giugno nell'operazione "apocalisse"

Cosa nostra, disposto il 41 bis
per 11 boss palermitani

Il ministro della Giustizia ha disposto il carcere duro nei confronti di 11 presunti mafiosi arrestati a giugno nell'operazione antimafia “Apocalisse”. Il 41 bis e' stato deciso per Girolamo Biondino, Sandro Diele, Vito Galatolo, Silvio Guerrera, Pietro Magri', Filippo Matassa, Domenico e Gregorio Palazzotto, Onofrio Terracchio, Giuseppe Fricano e Tommaso Contino.

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a palermo il convegno "ripensare l'antimafia"

Bindi: “Riformare Agenzia beni confiscati, presto un Commissario”

“I tempi sono maturi per fare una riforma dell’Agenzia dei beni confiscati alla mafia, ma nel frattempo propongo di nominare un commissario”, ha spiegato Rosi Bindi annunciando: “Ieri abbiamo presentato una relazione alla Commissione, che sara’ approvata la prossima settimana, in cui chiediamo una riforma radicale dell’Agenzia dei beni confiscati. In attesa della riforma, ho proposto che la Commissione chieda al Governo di nominare un commissario”.

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parla il procuratore nazionale antimafia roberti

Provenzano resta al 41 bis: “E’ il capo di Cosa nostra, bisogna applicarlo”

La decisione di prorogare il carcere duto al boss mafioso Bernardo Provenzano, nonostante il parere contrario delle Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze “non e' assolutamente un fatto personale o un trattamento differenziato ma e' un fatto giuridico”. Lo ha detto all'Adnkronos il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.

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la richiesta avanzata per motivi di salute

Provenzano resta al carcere duro
No alla revoca del 41bis

No alla revoca del regime di carcere duro per il boss corleonese Bernardo Provenzano. Lo ha deciso il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. Il rigetto dell’istanza, presentata dalla famiglia attraverso il legale Rosalba Di Gregorio nei mesi scorsi, è stato notificato ai figli e alla moglie del boss, detenuto nel carcere di Parma. La domanda,

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Il commento dell'avvocato del boss

La reazione della Di Gregorio:
“Revocheranno il 41 bis a un morto”

L’avvocato Rosalba Di Gregorio si batte da tempo per la revoca del 41 bis a Bernardo Provenzano. A Servizio pubblico (il video in evidenza è quello trasmesso a maggio nella trasmissione di Santoro, ndr) che aveva mandato in onda le immagini dalle telecamere di sorveglianza del carcere di Parma dove il boss è detenuto, aveva

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C'è anche l'ok della Procura di Firenze

Verso la sospensione del 41 bis a Provenzano
L’associazione Georgofili: “Regalo alla mafia”

Le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze hanno dato parere favorevole alla revoca del 41 bis per il capomafia Bernardo Provenzano. Il parere, che ora andrà al ministro della Giustizia, che decide sulle applicazioni del regime carcerario duro, era stato sollecitato dal legale del boss, Rosalba Di Gregorio in considerazione delle precarie condizioni di salute

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Sospesa la sua posizione al processo

Peggiorano le condizioni
del boss Bernardo Provenzano

Bernardo Provenzano non è in grado di partecipare al processo con piena coscienza. Per questo motivo il gip Piergiorgio Morosini, sull’esito dell’ultima perizia, ha deciso di mantenere separata e sospesa la posizione del boss nel processo sulla trattativa e ha rinviato all’udienza del 10 ottobre per verificare eventuali cambiamenti nelle condizioni di salute del capomafia.

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Verrà trasferito in un altro carcere

Mafia: 41 bis per il boss di Niscemi Giancarlo Giugno

Il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, accogliendo la richiesta della procura distrettuale di Catania, ha deciso di sottoporre al regime di detenzione del 41 bis, ovvero al carcere duro, il boss mafioso di Niscemi, Giancarlo Giugno, 54 anni, al vertice della famiglia di Cosa nostra.

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Chiesta anche la revoca del carcere duro per il boss

I legali di Provenzano
chiedono che venga ricoverato

I legali del boss Bernardo Provenzano, gli avvocati Franco Marasa’ e Rosalba Di Gregorio, chiedono il ricovero del loro assistito in una struttura sanitaria in cui gli “siano prestate le cure e l’assistenza che la sua condizione richiede”. L’istanza è indirizzata al ministero della Giustizia, ai tribunali di sorveglianza di Roma e Bologna e al magistrato di sorveglianza di Parma.

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Verrà sentito anche sulla trattativa Stato-mafia

Napolitano teste su Borsellino
Dal Quirinale: “No comment”

La Corte di Assise ha chiesto che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano deponga al nuovo processo per l’omicidio del giudice Borsellino che si è aperto oggi a Caltanissetta. La Corte ha però ha escluso che la testimonianza possa riguardare le telefonate intercettate tra il Capo dello Stato e l’ex ministro Mancino.

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Interrogato il boss-legale dai pm di Palermo

Trattativa: contatti tra l’ex vicecapo
del Dap Di Maggio e il boss Cattafi

Nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa i pm stanno interrogando un nuovo testimone: l’avvocato Rosario Pio Cattafi al 41 bis perchè ritenuto a capo del clan messinese di Barcellona Pozzo di Gotto. Cattafi ha dichiarato che avrebbe avuto contatti con l’ex vicecapo del Dap Francesco Di Maggio, uno dei principali artefici nel 1993 della revoca del carcere duro per oltre 300 mafiosi.

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Chi governava nel 1993 non poteva non sapere. Revoca carcere duro fu resa Stato a mafia

Gasparri “Su 41 bis Mori conferma ambiguità Conso”

Il capogruppo Pdl al Senato sottolinea come Mori abbia ricostruito quello che avvenne all’epoca ed evidenzia le incongruenze ancora non chiarite dall’ex guardasigilli alla commissione Antimafia”

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Dalla Dda di Palermo la richiesta del 41 bis

Carcere duro per i figli del boss Vito Vitale

PALERMO – Firmato il decreto di applicazione del regime di 41 bis, il cosiddetto carcere duro, dal ministro della Giustizia Angelino Alfano nei confronti di Leonardo e Giovanni Vitale, figli del capomafia detenuto Vito che, secondo gli inquirenti, avrebbero assunto la guida del mandamento di Partinico.

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Gaspare Spatuzza parla anche della “Natività” di Caravaggio

Sono passati quarant’anni dalla quella notte del 1969 in cui un commando mafioso trafugò a Palermo, dall’Oratorio di San Lorenzo, una delle opere più famose di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio: “La Natività”.

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Digitrend s.r.l.