lunedì - 06 luglio 2020

 

Archivio

la deposizione dell'ex presidente della camera

Stato-mafia, Violante: “Cosa nostra pretendeva allentamento del 41bis”

“Ritenni subito che le bombe del ’93 a Roma e a Milano erano finalizzate a intavolare un dialogo – ha detto – me ne convinsi perche’ furono fatte esplodere di notte, al contrario di quanto si sarebbe fatto se si volevano i morti”.

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sgominata la cosca di santa maria di gesù

Antichi riti alla “Torre dei Diavoli”
Mafia, ecco gli arrestati

In manette Giuseppe Greco, 53 anni, Natale Giuseppe Gambino, 57 anni, Gabriele Pedalino, 19 anni, Domenico Ilardi, 19 anni, Lorenzo Scarantino, 21 anni, Francesco Urso, 32 anni. Sono accusati a vario titolo di omicidio, tentato omicidio, associazione mafiosa e reati in materia di armi. GUARDA LE FOTO

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l'esito dell'operazione "grande passo 3"

Così la mafia aveva organizzato
il suo arsenale, le intercettazioni

L’indagine “Grande Passo 3” ha rivelato il possesso e la detenzione illegale di armi da parte dei principali esponenti della famiglia mafiosa di Chiusa Sclafani, ovvero i Pellitteri, che costituivano un gruppo di fuoco a disposizione di Cosa nostra. GUARDA LE FOTO

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Le indagini dei carabinieri e della Dda

Minacce di morte ad Alfano
Ecco cosa dicono i boss intercettati

Le  intercettazioni sull’attentato al ministro Angelino Alfano.

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Decideva tutto il boss anche le canzoni della festa

La Madonna s’inchinò davanti alla casa di Profeta boss della Guadagna

Il ruolo di reggente della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù viene riconosciuto al Profeta da tutti gli abitanti della zona, i quali gli mostrano reverenza anche in una occasione importante per la comunità.

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Decine di arresti nell'operazione Stirpe

Mafia vecchio stile a Palermo
Boss Profeta era tornato a comandare

Si chiama Stirpe l'operazione della Polizia di Palermo che ha portato in carcere decine di affiliati a Cosa Nostra fra la Guadagna e Santa Maria del Gesù  retta da Salvatore Profeta tornato a comandare dopo essere stato scagionato dalle accuse legate alla strage di via D'Amelio

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l'operazione della guardia di finanza

guardia di finanza

Mafia, sequestrati beni per 7,5 milioni al boss di Canicattì Di Gioia

Calogero Di Gioia era il vero e proprio “trait d’union” tra il boss Giuseppe Falsone, all’epoca latitante e rappresentante provinciale di “cosa nostra”, con il vertice dell’associazione mafiosa.

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domani la commemorazione a palermo e monreale

32 anni fa Cosa Nostra uccideva
D’Aleo, Bommarito e Morici

Alle ore 10:30 a Palermo in via Cristofaro Scobar, sul luogo dell’eccidio, saranno resi gli onori ai militari e verrà deposta una corona d’alloro. A seguire, a Monreale, verrà deposto un fascio di fiori ai piedi della lapide che ricorda i tre appartenenti all’Arma.

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Inchiesta "San Valentino Revenge"

Guerra di mafia tra Stidda e Cosa nostra: chieste otto condanne

La procura di Caltanissetta ha chiesto otto condanne – di cui cinque all’ergastolo e tre a 30 anni – per tre omicidi di mafia commessi a Niscemi tra l’89 e il ’90, nel processo con il rito abbreviato per l’operazione “San Valentino Revenge”.

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il 20 gennaio la manifestazione al tribunale di palermo

Scorta civica compie un anno

Scorta civica, cartello di associazioni e liberi cittadini nato a Palermo il 20 gennaio 2014 su iniziativa di Salvatore Borsellino, al fine di offrire solidarietà e sostegno all’azione dei magistrati impegnati nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia e negli altri processi che si pongono l’obiettivo di far chiarezza sulle stragi degli anni ‘90, compie un anno.

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le dichiarazioni al processo per la strage del rapido 904

Brusca: “Decidemmo uccisione Falcone nell’estate del 1983”

Sia l'attentato a Chinnici che quello preparato per Falcone, ha ricordato Brusca, facevano parte della strategia di Cosa Nostra “per fermare l''attacco giudiziario” dei magistrati del pool antimafia di Palermo impegnati nell'istruzione del maxiprocesso che avrebbe portato alla fine del settembre del 1984 a 366 ordini di custodia cautelare.

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il 28 dicembre al palab

Teatro, Pif e Lirio Abbate raccontano i boss a Palermo

Il giornalista e il regista. L’uomo che ha raccontato i mafiosi su giornali e settimanali e l’artista di Mtv che ha insegnato con i suoi video a ridere di “Cosa nostra”. Il cronista più volte minacciato dai boss siciliani e romani e il fresco vincitore dell’European film awards, gli Oscar europei del cinema.

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l'intervista a ferdinando domè

45 anni fa la Strage di viale Lazio: “Mio padre ucciso da innocente”

Giovanni Domè aveva 31 anni e 5 figli, tra i 10 anni ed i 18 mesi di età.
A ricordare quel giorno è Ferdinando, il maggiore, che stasera alle 18, insieme ad alcuni agenti della squadra mobile di Palermo, sarà al civico 108 di viale Lazio, luogo dell’eccidio, per deporre una corona di fiori in memoria del padre e di tutte le vittime innocenti della mafia.

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le dichiarazioni di consolato villani, ex 'ndranghetista

Pentito rivela: “Servizi segreti deviati dietro stragi Capaci e via D’Amelio”

Villani ha detto che “Falcone e Borsellino sarebbero stati uccisi perche’ all’interno dello Stato c’erano delle
contrapposizioni. In particolare c’era una corrente politica collegata a Cosa nostra e c’era il rischio che questo si
scoprisse”.

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l'operazione dei carabinieri, 5 persone in manette

Mafia, blitz nel mandamento di Corleone
Arrestato fedelissimo di Riina

Le indagini, coordinate dalla dda di Palermo e avviate nel 2012, che hanno portato a 5 fermi, documentano gli assetti di 'cosa nostra' all'interno del mandamento di Corleone.

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stefano parra era attivo nel settore delle cave

Mafia, sequestrati beni per 360 milioni a imprenditore di Partinico

La Direzione Investigativa Antimafia di Palermo sta ultimando l’esecuzione di un provvedimento di sequestro di beni riconducibili a Stefano Parra, 47enne, imprenditore di Partinico del settore delle cave, del calcestruzzo ed edile, ritenuto appartenente a Cosa nostra.

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nel '92 aveva informato le procure sul pericolo attentati

Trattativa Stato-mafia, oggi controesame ex ministro Scotti

Dopo l’omicidio dell’eurodeputato Salvo Lima nel ’92, Scotti e l’allora capo della polizia Vincenzo Parisi segnalarono alle prefetture il rischio di un imminente piano di destabilizzazione ideato dalla criminalità organizzata. Scotti aveva lanciato l’allarme della possibilità di “cadaveri eccellenti”.

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l'accusa della vedova del caposcorta di falcone

Strage di Capaci, Tina Montinaro: “Basta parata antimafia parolaia”

“Dal 2012 – spiega Tina Montinaro – si attende che partano i lavori per la realizzazione del Parco della Memoria Quarto Savona 15 sul tratto della A29 dove è avvenuto l’attentato. Oggi non si trova né la delibera promessa né i finanziamenti, ai quali avrebbe partecipato anche l’Anas”.

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La vicenda riguarda anche la ndrangheta e la camorra

Trasferiti in massa i boss al 41 bis
In 200 hanno cambiato carcere

I movimenti, avvenuti quasi in contemporanea tra il mese scorso e questi giorni, con eccezionali misure di sicurezza e di segretezza, hanno riguardato circa 200 detenuti sottoposti al cosiddetto carcere duro.

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ignazio miceli è morto nel 2010

Mafia, confiscati beni per 15 milioni
a eredi di boss marsalese deceduto

La Direzione Investigativa Antimafia di Trapani sta confiscando beni per un valore complessivo di oltre 15 milioni di euro nei confronti degli eredi di un imprenditore di Marsala, Ignazio Miceli, pluripregiudicato, deceduto nel 2010, titolare di una impresa leader della provincia trapanese nei trasporti di prodotti ortofrutticoli diretti ai mercati del sud Italia.

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Digitrend s.r.l.