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Messina ne parla al processo di firenze

Mafia e massoneria per aggiustare processi, il racconto del pentito

Il pentito Leonardo Messina ascoltato nel processo per la strage del rapido 904 racconta dell’intersezione fra mafia e massoneria e dei collegamenti anche con la magistratura che avrebbero permesso anche a lui di essere assolto pur essendo colpevole

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Oggi la quattordicesima udienza

Stato-mafia, depone Messina
“Cosa nostra voleva Lega del Sud”

In Cosa nostra, durante il maxiprocesso veniva detto che tutto si sarebbe ridotto in una bolla di sapone. Non ci sarebbero state grandi condanne e tutto sarebbe andato bene“. Queste le parole del collaboratore di giustizia Leonardo Messina, rispondendo al pm Nino Di Matteo nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo.

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Quando “Narduzzu” parlò di Pasquasia e del Sisde

È in carcere dall’aprile 1992; un mese prima che la bomba sventrasse l’autostrada A29 e uccidese all’altezza di Capaci il Giudice Giovanni Falcone, colui che aveva sfidato la mafia. Leonardo Messina, detto “Narduzzu”, nato a San Cataldo il 22 settembre 1955, a soli trentatrè anni era già affiliato alla cosca locale. Dopo la classica gavetta partita dal basso, Messina scalò brevemente la piramide diventando amico e consigliere fidato di Piddu Madonia.

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