Archivio

lo sostiene il pentito vito lo forte

Omicidio Agostino, “volevano eliminarlo i suoi colleghi poliziotti”

Lo Forte e’ stato ascoltato nell’ambito di un incidente probatorio che si e’ tenuto davanti al Gip Maria Pino, che aveva respinto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura per i due indagati, il superkiller Nino Madonia e Gaetano Scotto.

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Era detenuto al Pagliarelli di Palermo

Pentito trovato impiccato in cella
Si fa strada l’ipotesi del suicidio

Non ci sono segni di violenza sul corpo di Ciro Carrello, il detenuto 26enne che ieri notte è stato trovato impiccato con un lenzuolo nel carcere Pagliarelli di Palermo.

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oggi a caltanissetta

Via D’Amelio, al via l’appello
per i pentiti Candura e Tranchina

Imputati l'ex pentito di mafia Salvatore Candura, condannato in primo grado a 12 anni per calunnia aggravata e il collaboratore di giustizia, Fabio Tranchina, che in primo grado era stato condannato a 10 anni di carcere. Sempre in primo grado era stato condannato anche il pentito Gaspare Spatuzza, a 15 anni.

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la giornata siciliana in pillole

BlogSicilia Video News,
Oggi in Sicilia in 2 minuti

La giornata siciliana in 2 minuti. E’ on line l’edizione odierna (19 settembre) dello smart Tg di Blog Sicilia Tv. Il riassunto delle principali notizie siciliane è disponibile ogni sera dal lunedì al venerdì

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La giornata siciliana in pillole

BlogSicilia Video News,
Oggi in Sicilia in 2 minuti

La giornata siciliana in 2 minuti. E’ on line l’edizione odierna (18 luglio) dello smart Tg di Blog Sicilia Tv. Il riassunto delle principali notizie siciliane è disponibile ogni sera dal lunedì al venerdì

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Nella foto il pentito Nino Giuffrè

Mafia, Giuffrè: “Mannino era
un traditore di Cosa nostra”

“L’ex ministro Mannino era al secondo posto nella lista dei politici da eliminare fatta da Totò Riina, subito dopo Salvo Lima. Era ritenuto un traditore”. Lo ha detto, deponendo al processo per la strage di via D’Amelio, il pentito Nino Giuffrè.

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Le indagini dell'operazione Argo

Giuseppe Salvatore Carbone:
ecco il nuovo pentito di Bagheria

“Si è aperto un nuovo filone che potrebbe portare ad una mole di informazioni che ridisegnano la mafia non solo in provincia, ma anche nel capoluogo”. Gli investigatori dopo l’ultima operazione Argo e soprattutto la collaborazione di Giuseppe Salvatore Carbone di 44 anni di Casteldaccia sono fiduciosi che presto si potranno risolvere nuovi misteri e nuovi casi su cui si sta ancora indagando.

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La giornata siciliana in pillole

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oggi in Sicilia in 2 minuti

La giornata siciliana in 2 minuti. E’ on line l’edizione odierna (10 maggio) dello smart Tg di Blog Sicilia Tv. Il riassunto delle principali notizie siciliane è disponibile ogni sera dal lunedì al venerdì

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Sarebbe tra i 21 fermati nell'operazione Argo

C’è un nuovo pentito nella mafia bagherese

C’è un nuovo pentito nel clan di Bagheria. E’ uno dei 21 fermati del blitz dei carabinieri di due giorni fa.

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Il procuratore Salvi: "E' un collaboratore affidabile"

Catania, parla il pentito La Causa
Si fa luce su quattro omicidi

Sono sette le persone arrestate affiliate al clan catanese Santapaola- Ercolano ritenute responsabili di quattro omicidi commessi a Catania tra il 1995 ed il 2009. Sono Maurizio Zuccaro, Orazio Magrì, Fabrizio Nizza, Carmelo Puglisi, Lorenzo Saitta, Mario Strano e Francesco Crisafulli. La ricostruzione dei carabinieri dopo le rivelazioni del pentito Santo La Causa.

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Così il pentito Francesco Paolo Onorato al processo

“Franco Mineo omaggiò dei dolci
al latitante Armando Bonanno”

“Mineo e suo padre erano conosciuti e rispettati da Cosa nostra e omaggiarono di cannoli e cassata il latitante mafioso Armando Bonanno che si nascondeva nel loro quartiere, l’Acquasanta”.

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Lo ha rivelato il pentito Antonino Calderone ora morto

Forse nella tomba del sindaco di Corleone il boss Calogero Bagarella

Nella tomba di Bernardino Verro, dirigente dei Fasci siciliani e primo sindaco socialista di Corleone ucciso nel 1915, diventata simbolo delle lotte contadine contro la mafia, potrebbe trovarsi il corpo del boss Calogero Bagarella, fratello di un altro capomafia, Leoluca, e cognato di Totò Riina.

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il comunicato della società

Il Palermo contro ‘Presa Diretta’,
“Aronica gran professionista”

Il Palermo si dissocia dai contenuti della trasmissione “Presa Diretta” emettendo un comunicato sul sito ufficiale

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Così il pentito durante un interrogatorio

Strage di Capaci, Spatuzza:
"Prendemmo le bombe a Santa Flavia"

Il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza ha raccontato ai pm di Firenze in un interrogatorio che le bombe utilizzate per le stragi erano “conservate” nei pescherecci. Il pentito ha rivelato altresì che, un mese prima della strage di Capaci andò a Santa Flavia a prendere un fusto tenuto in un’imbarcazione e lo trasferì nella sua macchina. Molto probabilmente quello era parte dell’esplosivo utilizzato per la strage in cui morì Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.

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Così il pentito durante un interrogatorio

Strage di Capaci, Spatuzza:
“Prendemmo le bombe a Santa Flavia”

Il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza ha raccontato ai pm di Firenze in un interrogatorio che le bombe utilizzate per le stragi erano “conservate” nei pescherecci. Il pentito ha rivelato altresì che, un mese prima della strage di Capaci andò a Santa Flavia a prendere un fusto tenuto in un’imbarcazione e lo trasferì nella sua macchina. Molto probabilmente quello era parte dell’esplosivo utilizzato per la strage in cui morì Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.

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A catania decine le perquisizioni

Sette colpi di pistola contro
panificio del pentito Mirabile

Sette colpi di pistola sono stati esplosi contro un panificio di Catania, gestito dai familiari del collaboratore di giustizia Giuseppe Mirabile. E’ accaduto ieri. All’interno c’erano alcune persone, ma non sono state raggiunte dagli spari. E stamane, su disposizione della Procura, carabinieri e polizia hanno eseguito perquisizioni nei confronti di indiziati mafiosi ritenuti affiliati o collegati al clan Santapaola – Ercolano.

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A catania decine le perquisizioni

Sette colpi di pistola contro
panificio del pentito Mirabile

Sette colpi di pistola sono stati esplosi contro un panificio di Catania, gestito dai familiari del collaboratore di giustizia Giuseppe Mirabile. E’ accaduto ieri. All’interno c’erano alcune persone, ma non sono state raggiunte dagli spari. E stamane, su disposizione della Procura, carabinieri e polizia hanno eseguito perquisizioni nei confronti di indiziati mafiosi ritenuti affiliati o collegati al clan Santapaola – Ercolano.

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Le rivelazioni di Francesco Di Carlo

Mafia, pentito: pressioni su Subranni per chiudere le indagini sul delitto Impastato

“I cugini Salvo si sono rivolti ad Antonio Subranni per fare chiudere l’indagine sulla morte di Peppino Impastato’. Il pentito Francesco Di Carlo, interrogato il 12 settembre scorso, dai pm palermitani che indagano sulla trattativa Stato-mafia, ha ricordato di aver più volte visto il generale Subranni, ex capo del Ros e tra i 12 imputati nell’inchiesta sul patto tra Cosa nostra e pezzi delle istituzioni, negli uffici dei cugini Nino e Ignazio Salvo, potenti esattori siciliani vicini alla mafia.

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Si tratta del messinese Vincenzo Paratore

Mafia, accusò magistrato di affiliazione: pentito condannato

Il tribunale di Reggio Calabria ha condannato a tre anni e sei mesi di reclusione, per diffamazione, calunnia e falsa testimonianza, il collaboratore di giustizia messinese Vincenzo Paratore, che aveva accusato, nelle aule dei tribunali di Catania e Messina, il magistrato Francesco Chillemi, sostituto procuratore generale a Catania e prima pm nella città dello Stretto, di essere affiliato alla cosca mafiosa di Nitto Santapaola, attraverso il legame con un omosessuale.

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Le dichiarazioni del pentito al processo Mori

Spatuzza: “Graviano mi ordinò l’attentato contro i carabinieri”

“A fine ’93 Giuseppe Graviano mi incaricò di organizzare un attentato contro i carabinieri a Roma”. Verte sul fallito attentato all’Olimpico la deposizione del pentito Gaspare Spatuzza, teste al processo per favoreggiamento alla mafia da parte del generale dell’Arma Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu.

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