mercoledì - 21 agosto 2019

 

Archivio

organizzato da salvatore borsellino e scorta civica

‘Rompiamo il silenzio’, corteo
a Roma per il pm Di Matteo

Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia nella strage di via D’amelio nel 1992, dal palco di piazza Santi Apostoli ha aggiunto: “E’ pericoloso lasciare da solo Nino Di Matteo, come lo e’ stato per tutti i magistrati che prima di lui sono stati lasciati soli”.

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Parla il pm di Palermo a proposito della Trattativa

Di Matteo: “Lo Stato non abbia paura di processare sé stesso”

“Noi come Stato dobbiamo continuare ad indagare con forza e coraggio per capire se vi siano state altre responsabilita’ penali di persone che non erano mafiose o forse che facevano parte di istituzioni deviate dello Stato”.

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domani la manifestazione in diverse città italiane

“Siamo tutti Di Matteo”
Scorta Civica in corteo per il pm

Dalle 9.30 di domani, martedì 21 aprile, un lungo corteo attraverserà la città di Palermo, partendo da via Libertà 137, luogo nel quale è affissa la lapide commemorativa del Presidente della Regione Siciliana, Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia il 6 gennaio del 1980.

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Parla il pm dopo la bocciatura del Csm

Di Matteo: “Deluso dopo 20 anni dedicati ai processi di mafia”

“Tra i criteri del Csm continua a incidere pesantemente la logica dell’appartenenza correntizia. Il primo criterio è a quale corrente appartieni. E chi, come me e tanti altri, non appartiene a nessuna corrente, e anzi osa criticare la patologia del sistema, vede bocciata ogni aspirazione”.

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Il concorso era stato bandito nel gennaio 2014

Procura nazionale Antimafia
Il Csm boccia Nino Di Matteo

Il pm di Palermo Nino Di Matteo non passa alla Direzione nazionale antimafia. Il plenum del Csm, ieri pomeriggio, ha infatti nominato tre nuovi sostituti alla Dna.  Il concorso era stato bandito nel gennaio 2014 e Di Matteo aveva fatto domanda di trasferimento alla Dna.

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il pm questa magttina all'ars

Di Matteo in Commissione antimafia
Confronto su mafia e politica siciliana

Il sostituto procuratore della Dda di Palermo, Nino Di Matteo, parteciperà domani mattina alla seduta della Commissione Antimafia all’Ars che sarà dedicata ai rapporti tra mafia e politica in Sicilia e alle iniziative finora assunte dall’organismo parlamentare.

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il 20 gennaio la manifestazione al tribunale di palermo

Scorta civica compie un anno

Scorta civica, cartello di associazioni e liberi cittadini nato a Palermo il 20 gennaio 2014 su iniziativa di Salvatore Borsellino, al fine di offrire solidarietà e sostegno all’azione dei magistrati impegnati nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia e negli altri processi che si pongono l’obiettivo di far chiarezza sulle stragi degli anni ‘90, compie un anno.

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a sostegno del pm minacciato dalla mafia

Caltanissetta, 1000 studenti
in piazza per Di Matteo

Sull’onda dell’entusiasmo del primo forum delle giovani generazioni #giovaninforum, tenutosi sabato e domenica scorsi, si è sentito forte il bisogno di scendere in piazza per manifestare vicinanza e solidarietà al giudice Nino Di Matteo. Gli stessi ragazzi, infatti, appena appresa la notizia delle rivelazioni di un collaboratore di giustizia su un temuto attentato al Pm, hanno deciso di fare sentire il sostegno anche della città di Caltanissetta.

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Le dichiarazioni del pentito Galliano

Processo Stato-mafia: “Bomba
a casa Berlusconi per farlo pagare”

Secondo il collaboratore di giustizia, Marcello Dell’Utri “era l’intermediario tra Berlusconi e la mafia”, e attraverso il boss Antonino Cinà faceva arrivare a Palermo i soldi dell’allora presidente del Consiglio, destinati a Totò Riina.

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lo racconta al processo sulla trattativa stato-mafia

Via d’Amelio, il pentito Galliano:
“I Ganci mi dissero ‘sentiti u buotto'”

Antonino Galliano – nipote del boss della Noce, Raffale Ganci – è stato condannato per numerosi omicidi tra cui quello dell'ex sindaco di Palermo, Giuseppe Insalaco. Si occupò degli appostamenti e dello studio dei movimenti delle scorte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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giovedì dibattito di addiopizzo a palazzo della cultura

“Giustizia, riforme, antimafia”
con Ardita, Di Matteo e Gratteri

Giovedì 12 Giugno, alle 18, presso il Palazzo della Cultura (v. Vittorio Emanuele 121 – Cortile Platamone) si terrà un dibattito pubblico sul tema “Giustizia, riforme, antimafia” organizzato da Addiopizzo Catania.

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martedì al palazzo di giustizia di palermo

Scorta Civica festeggia i suoi primi 100 giorni in difesa dei pm

Nonostante le reiterate richieste rivolte al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per dotare il pm Di Matteo del bomb jammer, nessuna risposta è giunta. Ecco perché l’iniziativa di martedì prossimo, sarà intitolata “Le Balle di Alfano”.

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il pm in un'intervista ad "oggi"

Mafia, Di Matteo: “Andare avanti malgrado calunnie ai magistrati”

“Storicamente ho constatato che quando i collaboratori di giustizia o i testimoni parlano di bassa macelleria criminale va tutto bene, quando arrivano dichiarazioni che attingono alla sfera politica o istituzionale cominciano le polemiche e le delegittimazioni”.

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le agende rosse chiedono bomb jammer per il magistrato

Borsellino in difesa del pm Di Matteo
“Impedire l’ennesima strage”

Giovedì rossimo davanti la prefettura di Palermo si terrà un sit-in per chiedere al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, una “risposta immediata” in merito alla concessione del dispositivo ‘bomb-jammer’ al magistrato. All’appuntamento parteciperanno altre prefetture d’Italia.

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davanti al tribunale di palermo insieme a scorta civica

Gli studenti di Casteldaccia
in presidio per i magistrati minacciati

Prosegue il presidio permanente del movimento Scorta Civica, al quale hanno aderito diverse associazioni e semplici cittadini, che dal lunedì al venerdì sono presenti davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo. Oggi in modo particolare, il segnale di sostegno al pm Nino Di Matteo e agli altri magistrati del processo “Trattativa Stato-mafia” verrà dato dalla partecipazione di una cinquantina di ragazzi di terza media dell’Istituto Comprensivo di Casteldaccia.

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Consegnate al prefetto di Palermo

Un ‘bomb jammer’ per Di Matteo
‘Scorta Civica’ raccoglie 300 firme

Un  “bomb jammer” per Nino Di Matteo. Sono circa 300 le firme consegnate al prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, per chiedere l’autorizzazione da parte del ministero dell’Interno a installare sulla vettura del pm di Palermo l’apparecchiatura che inibisce l’utilizzo di telecomandi che possano far esplodere bombe a distanza. La richiesta del dispositivo a protezione del pm

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Chiedono dispositivo che disinnesca comandi per auto bomba

Palermo, corteo di Scorta Civica
per ‘bomb jammer’ a Di Matteo

Partirà domani alle 11.30 dal palazzo di giustizia il corteo di Scorta Civica che arriverà alla prefettura per consegnare al prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, le firme di una petizione chiedere l’immediata autorizzazione, da parte del ministero dell’Interno, del bomb jammer, (dispositivo che disinnesca i comandi a distanza per le auto bomba), per il pm

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il pm parla alla commissione antimafia

Stato-mafia, Di Matteo: “Immotivati gli attacchi contro il processo”

“Sarebbe bene che chi parla – ha aggiunto – si informasse e rispettasse le decisioni degli altri magistrati che si sono pronunciati sul processo: dal gup che ha rinviato a giudizio gli imputati alla corte d’assise che ha deciso sulle questioni poste dalle difese, respingendole, e ha accolto le nostre richieste di prova”.

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durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario

“Il ministro Cancellieri si dimetta”
L’affondo degli avvocati di Palermo

“Il ministro alla Giustizia ha fatto numerosi errori e ha sempre evitato il confronto con noi, serve uno scatto d’orgoglio. Non e’ piu’ un interlocutore e ne chiediamo le dimissioni”. Lo ha detto Francesco Greco, presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario

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parla il presidente della corte di appello di palermo

Stato-mafia: “Esponenti istituzioni hanno supportato Cosa nostra”

Lo scrive il presidente della Corte di appello di Palermo, Vincenzo Oliveri, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Oliveri rileva che “tra gli imputati figurano esponenti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, ai quali si addebita di avere, con il loro comportamento, supportato l’azione intimidatrice di Cosa Nostra”.

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Digitrend s.r.l.