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indetto da fondazione falcone e miur

Commemorazione stragi di Capaci
e via d’Amelio, bando per studenti

Tra tutti gli elaborati pervenuti, la Commissione sceglierà, le migliori tre opere per ogni ordine di scuola e la premiazione si terrà il 23 maggio 2016, durante la cerimonia presso l’Aula Bunker del carcere Ucciardone di Palermo.

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"travolto da cose che non riesco a comprendere"

Processo Strage di Capaci, ‘faccia
da mostro’ non risponde alla Corte

Aiello, ex poliziotto, per gli inquirenti e secondo quanto riferito da alcuni collaboratori di giustizia, avrebbe ricoperto un ruolo nell’ambito delle stragi in cui morirono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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lo ha deciso il gip di caltanissetta

Strage di via D’Amelio: restano indagati i tre dirigenti di polizia

Udienza dunque il 23 novembre per Mario Bo, Vincenzo Ricciardi e Salvatore La Barbera, tutti componenti, nei primi anni ’90, del gruppo investigativo Falcone-Borsellino, coordinato dal defunto questore Arnaldo La Barbera.

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al "cambio rotta" di altavilla milicia

Il week end della legalità
in un bene confiscato alla mafia

Il Centro culturale polivalente “Cambio Rotta” di Altavilla Milicia, C.da Due Torri, organizza il “Week End della Legalità” in occasione del 23° anniversario della Strage di Via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.

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nella cappella della caserma lungaro

“No passerella mediatica”, poliziotti ricordano Borsellino con una messa

“Riteniamo – scrivono i poliziotti- che ricordare il sacrificio dei colleghi e del giudice e di quanti hanno perso la vita nell’adempimento del dovere a difesa della giustizia, della legalità e della democrazia di questo paese vada fatto sempre, anche fuori dai momenti ufficiali celebrativi”.

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le iniziative in programma

Strage di via D’Amelio, Palermo
si prepara alla commemorazione

Il 19 luglio ricorre il XXIII anniversario della strage di via D'Amelio in cui morirono il giudice Paolo Borsellino ed i suoi 5 agenti di scorta. Palermo si prepara alla commemorazione con un fitto programma di iniziative promosse dal movimento Agende Rosse.

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domani il dibattito

“La memoria degli uomini”, ad Alia
il ricordo delle vittime di mafia

Promosso nell’ambito del “Progetto di educazione alla legalità”, realizzato dall’Istituto comprensivo di Alia, Roccapalumba e Valledolmo, l’evento avrà come protagonisti due testimoni d’eccezione: Luciano Traina, fratello di Claudio, uno degli agenti di scorta del giudice Paolo Borsellino e Ferdinando Domè, figlio di Giovanni, ucciso nella famosa strage di Viale Lazio.

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domani pomeriggio a palermo

Legalità e solidarietà, alla Libreria
del Mare “Naso di sabbia”

Un pomeriggio di arte, ma anche di legalità, letteratura e sport, promosso dal gruppo M.R.N., nato per gioco su Facebook grazie alla voglia di alcuni amici, la maggior parte dei quali appartenenti alle forze dell’ordine, di spendere parte del loro tempo per sostenere progetti di beneficenza.

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i due pentiti sono imputati per la strage

Borsellino quater, slitta a gennaio sentenza per Tranchina e Candura

Slitta al 9 gennaio la sentenza che avrebbe dovuto emettere oggi la Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta nei confronti di due pentiti, imputati per la strage di via d’Amelio. Sono Fabio Tranchina, condannato in primo grado a 10 anni perche’ accusato di aver preso parte all’organizzazione dell’attentato contro il giudice Borsellino, e Salvatore Candura, condannato a 12 anni per calunnia.

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le dichiarazioni di consolato villani, ex 'ndranghetista

Pentito rivela: “Servizi segreti deviati dietro stragi Capaci e via D’Amelio”

Villani ha detto che “Falcone e Borsellino sarebbero stati uccisi perche’ all’interno dello Stato c’erano delle
contrapposizioni. In particolare c’era una corrente politica collegata a Cosa nostra e c’era il rischio che questo si
scoprisse”.

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la deposizione del pentito a rebibbia

Strage di via D’Amelio, Tranchina: “Graviano azionò telecomando”

“In via d’Amelio fu Giuseppe Graviano ad azionare il telecomando” ha affermato Tranchina. Le dichiarazioni del pentito contrastano con quanto affermato dal capomafia corleonese Toto’ Riina nei suoi colloqui in carcere intercettati dalla Dda di Palermo. Riina aveva sostenuto che il telecomando era nascosto nel citofono dello stabile dove abitava la madre Paolo Borsellino.

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condannati al pagamento di un'ammenda

‘Borsellino quater’, Mori e De Donno non si presentano in aula

I due militari hanno presentato una giustificazione non ritenuta sufficiente dalla corte che li ha citati con diffida a comparire alla prossima udienza fissata per il 22 dicembre I due ufficiali nei mesi scorsi, citati dal Pm, si sono avvalsi della facolta’ di non rispondere riconosciutagli perche’ entrambi sono imputati in procedimento connesso essendo coinvolti nell’inchiesta sulla cosiddetta trattativa Stato mafia.

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in trasferta al bunker di rebibbia a roma

‘Borsellino quater’, oggi in aula
Violante e Amato

Ieri avrebbero dovuto deporre davanti ai giudici della Corte d'assise di Caltanissetta l'ex Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e l'ex ministro della Giustizia Giovanni Conso ma, per motivi di salute, non si sono presentati a Rebibbia.
Sempre ieri è stato ascoltato anche l'ex capo del Dap Adalberto Capriotti.

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a palazzo ziino gli scatti di francesco francaviglia

“Donne del digiuno contro la mafia”
La mostra 22 anni dopo le stragi

Nel 1992 Palermo era diventata l’inferno. Era l’anno delle stragi di Capaci e via D’Amelio, delle strade insanguinate, dell’impotenza di fronte a tanta violenza. Un gruppo di donne decisero che non era possibile stare a guardare. E dopo la morte del giudice Borsellino e dei suoi 5 agenti di scorta, scesero in piazza Castelnuovo, nel cuore della città, a protestare contro la mafia e l’assenza dello Stato. Il loro “no” si concretizzò in un digiuno durato 30 giorni.

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L'inchiesta sulla strage di via D'Amelio

Borsellino, falsi pentiti e depistaggi
”Dalla parte sbagliata” per la verità

Falsi pentiti, depistaggi, misteri e veleni. Non è la trama di un film di spionaggio all’americana ma la vera storia dell’inchiesta sulla strage di Via D’Amelio, ormai, a tutti gli effetti, da inserire fra i grandi misteri italiani. Il 19 luglio del 1992 un’autobomba uccideva Paolo Borsellino e 5 agenti di scorta. Ma di quella

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oggi a caltanissetta

Via D’Amelio, al via l’appello
per i pentiti Candura e Tranchina

Imputati l'ex pentito di mafia Salvatore Candura, condannato in primo grado a 12 anni per calunnia aggravata e il collaboratore di giustizia, Fabio Tranchina, che in primo grado era stato condannato a 10 anni di carcere. Sempre in primo grado era stato condannato anche il pentito Gaspare Spatuzza, a 15 anni.

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chiamato a deporre al borsellino quater

Stato-mafia, l’ex ministro Rognoni: “Appresi del papello dalla stampa”

Rognoni, che ha ripercorso la sua lunga carriera politica, ha ricordato che Piersanti Mattarella, ex presidente della Regione siciliana ucciso dalla mafia, gli disse che Ciancimino era un suo avversario politico. Il teste ha anche accennato alla figura del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, da lui mandato a Palermo.

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l'ex magistrato depone a caltanissetta

Ingroia: “Mai sentito Borsellino parlare di trattativa Stato-mafia”

“Non ho mai sentito Paolo Borsellino parlare di trattativa” ha spiegato l'ex magistrato ricordando il livello di tensione vissuto dal giudice dopo l'eccidio di Capaci. “Bisogna calarci nel contesto – ha aggiunto -. Una volta in una riunione ristretta si espresse anche per introduzione di pene eccezionali se non la pena capitale”.

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La giornata siciliana in pillole

BlogSicilia Video News
Oggi in Sicilia in 2 minuti

La giornata siciliana in 2 minuti. E’ on line l’edizione odierna (31  gennaio) dello smart Tg di BlogSicilia Tv. Il riassunto delle principali notizie siciliane è disponibile ogni sera dal lunedì al venerdì.

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reato commesso sotto falsa identità

Scarantino accusato di violenza sessuale in una comunità protetta

Il falso pentito Vincenzo Scarantino avrebbe commesso atti di violenza sessuale su una ospite di una comunità protetta nel Torinese. E’ questa l’accusa che gli viene mossa e che ha portato al suo arresto al termine della trasmissione televisiva su La 7. Il reato contestato è ancora più grave perché commesso ai danni di un’altra

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