“Un confronto costante con le parti sociali che possono e vogliono dare un solido contributo in termini di competenza e di idee”. E’ la richiesta dei lavoratori dei Teatri Lirico-sinfonici e dei Teatri di prosa siciliana alla politica.

A Palermo, al teatro Politeama si è svolto un incontro intersindacale tra le sigle firmatarie del Contratto Nazionale del Lavoro promosso in prima istanza dalla Cisl e i lavoratori per discutere, ancora una volta, della crisi del settore della cultura che riguarda anche Catania e i suoi teatri.

I lavoratori hanno ribadito la necessità di ottimizzare le risorse umane ed economiche attraverso un’attività sinergica dei vari teatri e proposto l’utilizzo delle masse artistiche isolane anziché straniere per le attività che si svolgono in importanti siti archeologici come i teatri di pietra presenti nel territorio, iniziativa che si rivelerebbe di grande attrattiva turistica e di indubbia qualità artistica.

L’incontro, al quale erano presenti anche alcuni deputati regionali, è stato un’occasione di confronto tra i lavoratori che hanno portato la loro testimonianza e il loro contributo riguardo alla situazione in cui versano le maggiori istituzioni culturali dell’isola, ognuna con le rispettive problematiche.

Dall’incontro è emerso che la situazione è molto grave. La finanziaria regionale, infatti, aveva già in prima battuta portato al minimo indispensabile per la sopravvivenza i contributi ai Teatri regionali. Dopo l’impugnativa del commissario nazionale, che ha di fatto bocciato la finanziaria, la situazione è diventata ancor più difficile: dai giornali è emersa infatti l’intenzione regionale di operare tagli lineari del 20% a tutti gli enti che, se in alcuni casi significano una forte penalizzazione della produzione con titoli in meno in cartellone, in altri determinano l’impossibilità di programmare e lavorare di alcune istituzioni che non arriverebbero nemmeno a pagare gli stipendi del personale interno, causando dunque, di fatto, la loro morte.

Proprio in questo momento di grave emergenza le organizzazioni sindacali hanno fortemente sottolineato la necessità di un sostegno politico ed economico alla cultura anziché il suo depauperamento attraverso una politica di tagli indiscriminati che porterebbe soltanto all’ulteriore impoverimento, non solo sociale e culturale (che già di per sé costituirebbe una grave perdita) ma anche economico della nostra Sicilia, perché avrebbe anche un pericoloso effetto boomerang su tutto l’indotto che attorno alla cultura orbita.

Le proposte della Fistel Cisl – “Bisogna attivare un piano di regia regionale  di grande respiro dice   il segretario regionale Giuseppe Tomasello, che veda utilizzate al meglio le grandi professionalità artistiche e tecniche presenti nei teatri siciliani , sviluppare un coordinamento per  le produzioni di  scenografia e costumi con una banca dati apposita , corsi di formazione e perfezionamento, turnover del personale, insomma tutto ciò che possa permettere di abbassare i costi di gestione,   occorre inoltre sensibilizzare i siciliani che è necessario difendere la nostra storia , le nostre tradizioni   a partire dagli studenti delle scuole elementari e medie con incontri appositi”.

Il sindacato chiederà al presidente Crocetta e all’assessore alla cultura un incontro a breve per affrontare questa emergenza Teatri e i lavoratori organizzeranno alcune manifestazioni territoriali in coordinamento con gli altri teatri siciliani coinvolti, per sensibilizzare i media e l’opinione pubblica .

“Non si può fronteggiare la crisi uccidendo a poco a poco indiscriminatamente quelle realtà – ha concluso Tomasello – che ancora funzionano e che grazie al loro livello di eccellenza costituiscono un vanto e una risorsa per la nostra isola perché alla fine non resterà più nulla da cui ripartire, solo macerie. La crisi deve essere invece un’occasione per investire su ciò che di buono e funzionante ancora c’è, valorizzarlo ed incentivarlo. Alla politica si chiede un atto di lungimiranza e di coraggio”.

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