Il ministero dell’Istruzione continua a tagliare cattedre e sarà la Sicilia a pagare il tributo più alto tra tutte le regioni italiane: 568 in meno. Un taglio che il ministero giustifica con il calo degli alunni.

Questo è il quadro offerto ai sindacati degli organici per l’anno scolastico 2013/2014. Una realtà che riduce le speranze di supplenti e aspiranti all’immissione in ruolo.

Anche la scuola superiore subirà un taglio della stessa entità: meno 194 posti. Una notizia purtroppo attesa, ma che complicherà ulteriormente la vita a decine di migliaia di precari isolani in lotta per aggiudicarsi ogni anno supplenza e stipendio. S

Sul versante dei pensionamenti, tanto, le notizie non sono di certo migliori. La legge Fornero ha infatti allontanato per tutti l’uscita dal lavoro e  ha cominciato a dispiegare i suoi effetti. Dal prossimo mese di settembre saranno meno della metà rispetto all’anno precedente i docenti che andranno in pensione, appena 1.162 in tutta la Sicilia, contro i 2.649 dello scorso anno.

Quindi, se le cattedre  si riducono per effetto dei tagli e non si liberano neppure per i pensionamenti i posti disponibili per eventuali immissioni in ruolo e per le supplenze si ridurranno ancora.

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