I costi della politica. Il piccolo piano di risparmio per il parlamento siciliano. Si allunga l’età pensionabile per i deputati e l’assegno di indennità passa dall’80 al 60% dello stipendio. La bocciatura della riforma Asi che ha fatto infuriare l’assessore Venturi. Il Caso Vitrano.

Sono tutti i temi affrontati questa mattina nel corso della consegna della tradizionale cerimonia del ventaglio, che segna l’inizio della pausa estiva dei lavori dell’assemblea. Per potere andare in pensione i 90 deputati dell’Assemblea in Sicilia dovranno maturare almeno 10 anni di contributi, non più due anni e mezzo come avviene adesso. È uno dei provvedimenti adottati dal Consiglio di presidenza dell’Assemblea regionale siciliana che ha deliberato all’unanimità tagli per 37 milioni di euro.  Le modifiche al vitalizio dei parlamentari entreranno in vigore dalla prossima legislatura: per ottenere l’indennità, il deputato dovrà dunque svolgere due mandati legislativi. “Per le casse dell’Ars è una manovra impegnativa”, ha detto il presidente dell’Assemblea, Francesco Cascio. “Rispetto a Camera e Senato che hanno tagliato per esempio l’affitto di alcuni palazzi a Roma – ha aggiunto Cascio – l’Assemblea ha un bilancio più ingessato per via di alcune spese fisse. I tagli che abbiamo apportato comporteranno delle rinunce”.

Si parla di questione morale e anche l’Ars ha le sue gatte da pelare. Ad esempio il caso Vitrano, solo l’ultimo di una sfilza di deputati finiti in manette.È di ieri la notizia che, a Gaspare Vitrano indagato per tangenti e reintegrato non gli spetterà solo la carica di deputato regionale. Tornerà anche a ricoprire il ruolo di “deputato segretario” e componente del Consiglio di presidenza  dell’Ars con tanto di ufficio personale sebbene abbia il divieto di dimora in Sicilia e quindi non può partecipare ai lavori parlamentari. All’indennità di parlamentare, pari a circa 10 mila euro, Vitrano aggiungerà anche quella di “segretario”, altri 3mila euro circa. Non solo. Vitrano riottiene anche il diritto all’auto blu e all’autista.

Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, allarga le braccia: “L’Ars non può che prendere atto delle disposizioni del commissario dello Stato”. Il ruolo di deputato-segretario viene attribuito con elezione da parte dell’aula. “Può solo dimettersi”, risponde Cascio a chi gli chiede se, al di là del reintegro all’Ars, non sia un problema politico la sua permanenza nell’ufficio di presidenza del Parlamento più antico d’Europa. Cascio, interpellato sul caso Vitrano durante la cerimonia di consegna del ventaglio da parte della stampa parlamentare a Palazzo dei Normanni, ha archiviato la vicenda “come uno dei tanti episodi anomali inanellati in questa legislatura”, citando anche il no dell’Ars alla sospensione del deputato Santo Catalano del Pid per ineleggibilità e la pregiudiziale posta dal Pd alla mozione di censura nei confronti dell’assessore alla Salute Massimo Russo che ha richiesto poi l’intervento della commissione regolamento. Su Vitrano, il segretario generale dell’Ars Giovanni Tomasello, ha ribadito che “l’Assemblea non ha discrezionalità, ma si limita a prendere atto della disposizione del commissario dello Stato”. Un passaggio anche sull’affossamento del disegno di legge sui Consorzi Asi. “Un disegno ormai è morto, se ne potrà parlare nella prossima sessione ma il testo dovrà ripartire da zero”.  Su quanto accaduto ieri sera in aula, Cascio ha aggiunto: “Ci sono stati 25 franchi tiratori, sono stati bocciati tre articoli, due dei quali fondamentali. Io la legge l’avrei votata, mancavano pochi articoli”. Dopo la bocciatura dell’art. 34, ieri sera l’aula è stata sospesa con l’assessore Marco Venturi che ha abbandonato il palazzo.