Rischia di non approdare in giunta neanche oggi il bilancio di previsione 2015 della regione siciliana nonostante gli annunci di Crocetta della scorsa settimana. Da Roma, infatti, arriva una timida nuova apertura per coprire anche una parte consistente dei 700 milioni di euro necessari per chiudere i conti ma le indicazioni capitoline parlano di esigenze di ulteriori tagli.

I tagli attualmente previsti in tutte le bozze arrivano all’incirca a 200 milioni di euro ma Roma ne pretende almeno 400, il doppio. Si tratta non soltanto di tagli ordinari, ma strutturali ovvero tagli che resteranno tali anche negli anni a seguire. Insomma diminuzione di spesa fissa che permetterebbe alla Sicilia di rientrare nei limiti di spesa necessari per una sostenibilità futura a dieci anni.

Per chiudere questa partita il governatore avrebbe dato mandato di effettuate tagli lineari del 2% in tutti i capitoli e tagli più consistenti, anche del 10%, che si aggiungerebbero a quelli già ipotizzati per precari e forestali. Un bilancio, dunque, che non potrà arrivare in giunta oggi e forse neanche domani anche se a questo si punta.

Ma la situazione resta difficile. Sui tali già esistenti è scontro con i sindacati, immaginare le conseguenze di ulteriori riduzioni di spesa è facile: sarà scontro a tutto campo. Insomma la finanziaria parte in salita ed il bilancio, che ancora non esiste, perfino peggio. Ma Crocetta guarda già oltre. Le voci sono ormai insistenti. Dopo la chiusura del bilancio partirebbe l’assalto alla diligenza per disarcionare il governatore che manda già a dire alla maggioranza del Pd “se volete sostituirmi dovete avere il coraggio di sfiduciarmi in aula”.

Il confronto si annuncia lungo, e pieno di giochi e giochetti sottobanco