E’ tornato in libertà Dario Lo Bosco, ex presidente di Rete Ferroviaria Italiana, (Rfi), arrestato poco meno di un mese fa perché coinvolto nell’inchiesta su un giro di mazzette pagate da un imprenditore agrigentino. ‘Inisme a lui erano finiti in manette due funzionari del Corpo Forestale, Salvatore Marranca
e Giuseppe Quattrocchi, indagati per concussione e concorso in induzione indebita a dare o promettere utilità.

La decisione è stata presa dal Tribunale del Riesame che avrebbe escluso, dato che Lo Bosco si è dimesso sia da presidente della Rfi che dall’Ast (Azienda siciliana trasporti), il rischio di reiterazione del reato. L’indagato era anche presidente del Ast, società regionale che gestisce i trasporti.

Lo Bosco è accusato di avere intascato una tangente di 58mila 650 euro dall’imprenditore agrigentino Massimo Campione per favorire l’acquisto di un prototipo da utilizzare per il monitoraggio dell’usura delle carrozze ferroviarie.