Rafforzare l’azione esattoriale e ridurre gli sprechi, lavorando insieme per un nuovo piano industriale che tenga conto delle esigenze della partecipata così come delle richieste della Regione. E’ quanto stabiliro nel corso dell’incontro a Palazzo d’Orleans tra l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei e il presidente di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo, presenti il ragioniere generale Totò Sammartano, il direttore Giovanni Bologna ed il direttore Gaetano Romano.

Un piano d’azione, quello di Baccei, che ha l’aspetto di un tentativo di limitare i danni dopo che, nonostate quanto stabilito oggi dalla Corte cosituzionale, la Regione Siciliana non potrà incassare le somme recuperate dall’evasione fiscale ma finiranno direttamente all’Agenzia delle entrate in virtù dell’accordo firmato dal presidente della Regione Rosario Crocetta e dal Ministro Piercarlo Padoan in base al quale “La Sicilia rinuncia alle somme derivanti dal contenzioso con lo Stato per il triennio 2014, 2015, 2016” proprio quello in questione.

Nel corso dell’incotro è concordato di intensificare la relazione con Equitalia, per mutuarne le procedure e per verificare la possibilità di poter fruire della infrastruttura tecnologica sulla quale l’agenzia nazionale ha investito negli anni milioni di euro. Ma, soprattutto, si è chiesto alla partecipata regionale di ricevere in carico la riscossione della tassa del bollo auto in Sicilia.

Riscossione Sicilia, quindi, dal 2016 potrà provvedere a riscuotere la tassa che in Sicilia ammonta ad un gettito di circa 70 milioni di euro con un aggio di circa 5 milioni di euro per la società.