Si torna a trattare a Palazzo d’Orleans alla ricerca di un modo per dar vita al Crocetta bis. Il vertice di ieri, riconvocato in serata dopo la frattura con l’Udc di D’Alia e compagni, ieri sera non si è potuto riunire. Tutto è rimasto fermo alle due ore e mezza, quasi tre ore di trattative fra le 13 e le 16 di ieri. Ore convulse e con più di qualche distinguo. Da lì si riparte nel nuovo tavolo convocato per mezzogiorno ma naturalmente subito slittato per iniziare solo alle 14.

Per l’Udc, infatti, non ci sono le condizioni per restare in questa maggioranza se il criterio numerico resterà al centro della trattativa. Allo stato dell’arte gli assessori la previsione parla di 4 assessori per il Pd, 3 assessori tecnici per Crocetta quindi di nomina personale del presidente (che però ne cederebbe uno ad Articolo 4), 2 ciascuno per Udc e Articolo 4 (uno dei quali ceduto dal Presidente) e 1 ciascuno per Drs e Megafono. Numeri contro i quali si scagliano in tanti e primo fra tutti proprio l’Udc che chiede il rispetto dei patti pre elettorali e dunque il mantenimento dei 3 assessori inizialmente assegnati allo scudocrociato.

Una rappresentanza che l’Udc non può mantenere, secondo gli alleati, perché nel frattempo ha perso per strada un terzo dei propri deputati regionali e perché ricopre altri importanti incarichi esprimendo, fra l’altro, i presidenti dell’Ars e della Commissione bilancio.

Ma in apertura di nuovo vertice proprio l’Udc sembra aver ammorbidito la propria posizione. Il gruppo, infatti, ha dato mandato ai propri rappresentanti di cercare una soluzione. Pur mantenendo invariato il patto pre elettorale sarebbe possibile trovare spazio per i nuovi alleati come Drs e Articolo 4 anche se la posizione ufficiale del partito scudocrociato uscirà solo dal comitato regionale convocato per sabato a Catania. Dunque la soluzione non uscirà certamente dall’incontro di oggi e la nuova giunta, se anche si trovasse l’accordo, non potrebbe vedere la luce prima della prossima settimana.

C’è poi un tema nel tema e si chiama Drs. scalcia per fare l’assessore Marco Forzese, l’ex presidente della Commissione affari istituzionali silurato per  le sue manovre finalizzate a far insediare il nuovo presidente dell’Irsap Alfonso Cicero ma per questo sfiduciato dalla stessa commissione. Forzese, da subito, chiede un “risarcimento politico” ma Crocetta, ieri, gli ha letteralmente sbattuto la porta in faccia con una risposta caustica alle sue dichiarazioni sull’esiogenza di nominare assessori anche deputati.

Oggi Forzese torna alla carica dicendosi pronto a dimettersi da deputato: “Sono pronto  a firmare le dimissioni da deputato regionale qualora i Drs e il presidente Crocetta mi indicassero come assessore regionale. Non ho nulla in contrario a questa incompatibilità – dice facendo una totasle inversione rispetto alle dichiarazioni di ieri – su cui il presidente della regione si è già espresso in passato. Ferma restando la mia convinzione che gli eletti dal popolo sono utili al governo sia come deputati di maggioranza, a sostegno del governo, sia come membri dell’esecutivo. Ma davanti a delle regole non scritte preferisco adeguarmi. Conosco l’impegno alto messo da Crocetta per rivoluzionare la Sicilia e sono pronto a stargli accanto anche da assessore”.

Ma i Drs, ovvero gli uomini del suo stesso partito, sembrano averlo già mollato. Al tavolo porteranno un altro nome: quello di Maurizio Croce attuale commissario delegato per il rischio idrogeologico di nomina ministeriale. un tecnico, dunque, che i Drs offrono a Crocetta con l’avallo del loro dante causa, l’ex Ministro Salvatore Cardinale.

Croce, uomo che in passato è stato vicino a Forza Italia ed al Ministro Prestigiacomo, è persona nota al capogruppo Drs Giuseppe Picciolo e rappresenterebbe perfettamente i democratici riformisti anche da un punto di vista politico ma senza essere un deputato regionale.

Di certo, fino ad ora, non c’è praticamente nulla ad eccezione dei quattro assessori inamovibili ovvero Lucia Borsellino e Linda Vancheri in quota a Crocetta, Micchel Stancheris in quota Megafono e Nelli Scilabra in quota Pd. certo, in realtà anche qualche addio. Si va verso i saluti per Nicolò Marino, Patrizia Valenti e Mariarita Sgarlata oltre all’ormai dimessosi Luca Bianchi. Improbabili i nomi circolati come loro sostituti in area Pd. I veri nomi devono ancora essere fatti. Per tutti gli altri giochi ancora da fare.