Al Tempio Dorico di Segesta, Venerdi 28 e sabato 29 agosto alle 19,15 va in scena lo spettacolo Elettra di Hugo Von Hofmannsthal proposto dalla elaborazione drammaturgica e regia di Giuliano Scarpinato nel Calatafimi Segesta Festival Dionisiache 2015.
Il costo del biglietto d’ingresso è euro 13,50.

La storia di Elettra appartiene al mito, sfugge al tempo e allo spazio, attraversa indenne i millenni e giunge a noi con forza immutata e nel breve tempo di un atto diventa, nella rielaborazione di Scarpinato, un moderno “thriller dell’anima” dal ritmo incalzante e forsennato.

Figlia di amatissimo padre, l’eroe della guerra di Troia Agamennone, Elettra vive per vendicarne l’ignobile assassinio, ad opera della madre Clitennestra e dell’amante di lei Egisto. Nella casa degli usurpatori si aggira come cagna selvatica, occhi bassi e lingua affilata; giorno dopo giorno veglia instancabile sul luogo dove il padre è caduto sotto la scure, ancora caldo del suo sangue.

Nessuno riesce a strappare Elettra al dolore muto e forsennato. La giovanissima sorella Crisotemi vorrebbe dimenticare ed essere felice, diventare moglie e madre; la tormentata Clitennestra, pur vedendo vivo e presente il fantasma del marito negli occhi della figlia, da lei cerca conforto e riparo da una vita d’angoscia e di paura.
A turbare i sonni della regina è il ritorno di Oreste, il figlio allontanato da palazzo in giovane età; un sogno le ha predetto che cadrà per mano sua.

Ed è proprio in un sogno, un doppio sogno, che sembra compiersi fatale la vendetta dei figli di Agamennone. Quando, alla fine del dramma, Elettra si accascia a terra senza vita, rosicchiata dall’ossessione di ricongiungersi al sangue del padre, si ha l’impressione che tutto abbia avuto luogo nelle sue fantasie; che a muoversi sia stato un esercito di fantasmi/burattini, anime in pena e “in cerca d’autore”.

Nel dramma di Hofmannsthal – afferma il regista Giuliano Scarpinato – si rintana un’ambiguità del tutto contemporanea; ed è proprio in questo bilico tra verità della carne e inganno della mente, degno di un film di David Lynch, che Elettra continua a scuoterci, ed ammaliarci.
Questa esperienza molto particolare è portata sul palcoscenico della rassegna “Dionisiache” dal Collettivo Cave Canem, nato dall’incontro di un gruppo di attori diplomati alla scuola del Teatro Stabile di Torino fondata da Luca Ronconi e diretta da Mauro Avogadro. Il Collettivo Cave Canem è anche un progetto di ricerca: Nasce da un desiderio – continua Scarpinato, che come attore ha lavorato con John Turturro, Carlo Cecchi, Giancarlo Sepe, Emma Dante – quello di creare un innesto tra tradizione e contemporaneità, tra richiamo del passato e istanze del presente. Per un teatro di persone che parlino ad altre persone, capace di raccontare una storia, tante storie, che ci riguardino, tutti”.

Nella prossima stagione teatrale, Giuliano Scarpinato sarà a Palermo, al Teatro Biondo, per due produzioni: a novembre, in veste di regista, con “Fa’afafine – mi chiamo Alex e sono un dinosauro”, spettacolo vincitore del “Premio Scenario Infanzia 2014”, e poi ad aprile, in veste di attore, per “La dodicesima notte” di Shakespeare, con la regia di Carlo Cecchi.

Giuliano Scarpinato nasce a Palermo nel 1983. Nel 2006 si laurea in lettere moderne con una tesi sul teatro di Pierpaolo Pasolini. Nel 2009 si diploma come attore presso la scuola del Teatro Stabile di Torino fondata da Luca Ronconi e diretta da Mauro Avogadro. In teatro lavora come attore, tra gli altri, con John Turturro (“Italian folktales”), Carlo Cecchi (“La dodicesima notte”), Giancarlo Sepe (“Jekyll e Hyde”), Emma Dante (“Verso Medea”, “La muta di Portici”, “Feuersnot”), Marco Baliani (“Un paese di nuvole e fiori”), Daniele Salvo (“Gramsci a Turi”, “Aiace”, “Edipo re”, “Re Lear”, “Manfred”), Mauro Avogadro (“ L’incorruttibile”, “Tre De Musset”), Carmelo Rifici (“Fedra”), Cristina Pezzoli (“Antigone”), Alessio Pizzech (“Che disgrazia l’intelligenza”).

Nel 2011 riceve la segnalazione speciale della giuria al Premio Hystrio alla vocazione. Come regista dirige “I ciechi” di Maurice Maeterlink per il Teatro Stabile di Torino (Festival delle colline torinesi 2009) , “La fortuna di Philèas”, con cui nel 2012 è finalista al premio “Scenario Infanzia”, “Fa’afafine – mi chiamo Alex e sono un dinosauro” con cui nel 2014 vince il premio “Scenario Infanzia” e che nel 2015 diventa una produzione del Teatro Stabile di Palermo.

Collettivo Cave Canem (Elena Aimone, Anna Charlotte Barbera, Lorenzo Bartoli, Elio D’Alessandro, Raffaele Musella, Giulia Rupi, Daniele Sala, Giuliano Scarpinato, Eleonora Tata, Francesca Turrini, Valentina Virando) nasce dall’incontro di un gruppo di attori diplomati alla scuola del Teatro Stabile di Torino fondata da Luca Ronconi e diretta da Mauro Avogadro. “Elettra”, frutto di una residenza creativa della durata di un mese all’interno del Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2015, è il battesimo di un progetto di ricerca che con coraggio e con l’urgenza di un desiderio, possa creare un innesto tra tradizione e contemporaneità, tra richiamo del passato e istanze del presente. Per un teatro di persone che parlino ad altre persone, capace di raccontare una storia, tante storie, che ci riguardino, tutti.

Gli spettacoli a Segesta durante il week end:
venerdi 28 e sabato 29 agosto Elettra al Tempio Dorico h.19,15 biglietto 13,50 euro
domenica 30 agosto Teatro Antico h.19.15 Premio Cendic-Segesta – premio degli autori per gli autori
a seguire Pseudolus di T.M. Plauto regia di Walter Manfrè con Manlio Dovì, Domenico Pantano e con Marco Prosperini. Costo biglietto 17,50

prevendita www.ticketone.it
altre info www.calatafimisegestafestival.it