La  Regione Siciliana ha emesso un mandato che sblocca i fondi “compensati” (cioè depurati dal pagamenti dei contributi Enpals) per il Teatro Stabile di Catania.

Lo comunica la Slc Cgil di Catania. Si chiude così la terribile fase che i lavoratori  hanno vissuto per troppo tempo, con l’incertezza occupazionale, economica e sociale legata soprattutto ai 7 mesi di  stipendi arretrati. Per il segretario di Slc Cgil Catania, Davide Foti, “l’intervento dell’assessore al Turismo Cleo Li Calzi ha di certo smosso una situazione che era divenuta oramai insostenibile e per questo lo ringraziamo.

Finalmente, grazie anche all’appassionato impegno del sindacato, si va verso la  strada della regolarizzazione delle spettanze dei lavoratori e nella  speranza di un buon avvio di stagione. Adesso inizia una nuova fase dove responsabilmente e  tutti insieme: ente teatro, soci, CDA e parti sociali, devono concordare una  strada che attraverso azioni mirate di razionalizzazione dei costi,  tagli alle consulenze e strategie efficaci, riesca a far uscire dal tunnel uno dei grandi ed importanti Teatri di prosa del territorio siciliano”.

Apprezzamento nei confronti di Li Calzi è stato manifestato dalla Fistel-Cisl “pur rimanendo critica nei confronti della gestione attuale” e si “augura che sia una nuova classe dirigente a risollevare le sorti del teatro (non chiederà mai a chi ha prodotto debiti su debiti di creare i presupposti per una ripresa)”.

Spiega il segretario generale Antonio D’Amico: “Ormai da anni l’istituzione catanese ristagna in una situazione catastrofica con debiti da capogiro dove ancora si fanno  spettacoli in trasferta trascurando i nostri abbonati con una campagna abbonamenti mai partita , scene commissionate fuori con aumento di costi,  in un momento  in cui il teatro  non paga mensilità arretrate da mesi e il laboratorio del Teatro è chiuso già da tempo”.