Un numero verde per raccogliere le denunce dei “nuovi schiavi”, vittime del lavoro nero in agricoltura. E’ l’iniziativa della Uila di Catania, l’organizzazione Uil dei lavoratori del settore agroalimentare e forestale, che verrà presentata domani in occasione della visita del segretario nazionale Uila Stefano Mantegazza  in città per l’inaugurazione della nuova sede dell’organizzazione sindacale di categoria.

Presenti i segretari regionale e territoriale Uil, Claudio Barone e Fortunato Parisi, Nino Marino, segretario regionale aggiunto e segretario provinciale Uila e il segretario regionale Uila Gaetano Pensabene.

“Il frutto del lavoro nero oscura la dignità dei lavoratori, delle imprese e della società – spiega Marino -. Extracomunitari e catanesi sono ingranaggi di un fenomeno di sfruttamento che rappresenta un’autentica vergogna per il nostro sistema economico e sociale. Non si spiega perché appena il 2 per cento dei lavoratori agricoli in provincia di Catania abbia contratti di assunzione a tempo indeterminato, né  tanto meno il motivo per cui gli iscritti ai registri di settore calino mentre la superficie coltivata cresce. Dei lavoratori iscritti, peraltro, tantissimi sono al di sotto delle 50 giornate annue. Facile, quindi, intuire come migliaia siano i braccianti in nero o con paghe e contribuzione irregolari, che formano un’allarmante zona grigia di lavoro sommerso e di aziende-fantasma”.

Proprio Marino, peraltro, è stato autore di un progetto di legge per la riforma del settore dei forestali che ritiene ‘per troppo tempo ingiustamente penalizzati, addirittura criminalizzati’.

Secondo l’esponente sindacale “gli stipendi dei forestali potrebbero essere facilmente coperti da entrate garantite da gestione, manutenzione e tutela dei boschi e delle aree protette, del verde pubblico, del demanio, dei consorzi autostradali, delle strade provinciali, dei siti archeologici, dei parchi urbani e suburbani. I fondi per queste attività continuano invece a essere dispersi in mille rivoli, tra enti pubblici e aziende private”.

L’organizzazione ha annunciato una mobilitazione affinché “la Regione rispetti gli obblighi sulle giornate minime garantite ai forestali”.