Venti milioni di euro per mettere subito mano alla fatiscente rete idrica che serve all’irrigazione delle campagne e una soluzione a lungo termine per risolvere, una volta per tutte, i problemi legati ogni anno alla distribuzione dell’acqua nella provincia palermitana.

Sono queste le rassicurazioni fatte questa mattina ai vertici della Cia, Confederazione italiana agricoltori Palermo da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura, Ezechia Reale, al termine dell’incontro avuto presso la III Commissione Attività produttive all’Ars, al quale ha partecipato anche il presidente Bruno Marziano.

“Siamo soddisfatti per il risultato ottenuto, anche se ormai gli agricoltori stanno soffrendo una grave situazione lavorativa”, ha commentato Antonio Cossentino, presidente provinciale della Cia, che era accompagnato dal direttore Antonio Terrasi e dal sindaco di Sciara, Salvatore Rini.

Sciara, insieme a Cerda e Termini Imerese, è uno dei comuni agricoli gravemente colpiti dalla mancanza d’acqua che dovrebbe essere assicurata dalla diga Rosamarina. Ma si è parlato anche delle problematiche relative alla diga dello Jato che serve soprattutto i territori di Partinico, Trappeto e Balestrate.

Come è noto, il Consorzio di bonifica competente guidato dal commissario Fabrizio Viola, ha a disposizione gli operai ma non le risorse per acquistare i materiali e i ricambi necessari per rendere efficiente le due reti idriche che servono, complessivamente, circa 15 mila ettari di terreno coltivato. Terreno al momento a secco quando la stagione orticola è ormai nel pieno.

“L’assessore Reale – ha riferito Cossentino – ci ha spiegato che nel corso dell’ultima riunione di Giunta è stato deciso di impegnare 20 milioni di euro da girare a tutti i consorzi siciliani e che una buona parte spetta a Palermo. Il problema è che al momento sono bloccati dal Patto di stabilità. Per questo, ha chiesto all’onorevole Marziano di attivarsi presso la Commissione Bilancio per trovare il modo di sbloccare questi fondi al più presto. Reale ha anche attivato la sua segreteria tecnica per individuare le criticità nelle reti idriche e predisporre gli interventi”.

I rappresentanti della Cia hanno anche chiesto di fare degli interventi definitivi e a lungo termine. La rete che si dirama dalla diga Jato è infatti in cemento amianto: ad ogni rottura occorre un particolare procedimento di smaltimento, è impossibile trovare pezzi di ricambio in questo materiale ormai vietato dalla legge e fare degli adattamenti è sempre difficile.

Sul versante Rosamarina le cose non vanno meglio. La rete è infatti in vetroresina e in un terreno franoso e spesso soggetto a smottamenti come quello di questa zona, ad ogni movimento della terra le tubazioni si spezzano. Il vetroresina non assicura infatti quella elasticità che invece sarebbe necessaria in questo tipo di terreno.

“Per questo problema – ha detto Cossentino – Reale ci ha rimandato all’utilizzo del Pon nazionale e al Psr regionale. Per questo ultimo tipo di fondi i consorzi di bonifica, che sono associazioni di produttori, hanno la possibilità di partecipare ai bandi. Ha chiesto quindi al commissario Fabrizio Viola di creare una task force per presentare dei progetti che possano intercettare questo tipo di finanziamenti. Prendiamo atto di tutto questo – conclude Cossentino – e garantiamo ai nostri associati che vigileremo sulla realizzazione di quanto promesso”.