Sembrerebbe il remake o il sequel di un film già trasmesso, ma le polemiche sono solo all’inizio. Anche quest’anno, infatti, si registrano presunte irregolarità nei test d’ammissione alle facoltà di medicina. Il caso più  noto alle cronache è quello di Foggia, ma altre segnalazioni sarebbero giunte dalla Sicilia all’avvocato palermitano Francesco Leone che sta seguendo la vicenda.

In particolare, secondo quanto rivela il legale attraverso il proprio sito internet, anche a Catania non mancherebbero casi di presunte irregolarità durante lo svolgimento dei test di ingresso alla facoltà di Medicina che si sono svolti nei giorni scorsi al centro fieristico Le Ciminiere.

“Molti studenti presenti nell’aula U del centro Congressi – segnala Leone –  hanno lamentato la carenza di controlli al metal detector (facilmente eludibili) e anche nella zona dei bagni, dove sarebbe stato possibile consultare vari appunti”.

Ma le anomalie raccolte dall’avvocato Leone in merito ai test catanesi sarebbero anche altre come l’assenza di controlli e vigilanza: “Molti candidati – si legge ancora – riportano la presenza nelle aule di docenti e tutor, liberi di aggirarsi in mezzo ai banchi tra i ragazzi durante lo svolgimento del test”.

Sempre a Catania, secondo quanto segnalato da alcuni candidati al legale, non ci sarebbero state “verifiche al momento della consegna della scheda anagrafica e della scheda con le risposte”.

Lo scorso anno una fuga di notizie da Bari e altre anomalie mandarono in tilt i test in diverse città italiane e furono parecchi i candidati che presentarono ricorso. Il Tar del Lazio ha dato loro ragione rilevando anche che “la presenza di un codice alfanumerico – sia sulla scheda delle risposte che sulla scheda anagrafica – avrebbe potuto consentire il riconoscimento dell’autore dell’elaborato prima ancora dell’inizio della fase di correzione. Tale sistema, come è facilmente intuibile, poteva facilitare ed agevolare delle alterazioni dolose delle schede di risposta, compromettendo la regolarità dell’intera selezione”.

Il Tribunale li ha ammessi e adesso frequentano le lezioni.