Se l’istruzione è un diritto, per i bambini delle scuole elementari siciliane avere un semplice libro diventa un’impresa. I ritardi nell’erogazione del contributo regionale per l’acquisto dei libri degli studenti delle scuole elementari e dunque la conseguente lunga attesa del rimborso delle cedole librarie, stanno mettendo in ginocchio il sistema scolastico siciliano.

Questo il tema della conferenza stampa svoltasi oggi nella sede di Confcommercio Palermo e promossa da Ali (Associazione librai italiani).

A farne le spese, da una parte circa 80.896 bambini le cui famiglie con reddito inferiore a 15 mila euro annui, e dunque aventi diritto al contributo regionale, non possono acquistare i libri. Dall’altra i librai che rischiano di chiudere i battenti a causa dell’anticipo di ingenti somme in vista di un rimborso che ogni anno giunge troppo tardi: “Siamo pronti a bloccare la fornitura dei libri delle scuole il prossimo anno”, dichiarano.

I librai chiedono a Crocetta di rendere dispensabili in tempi brevi i fondi contestualmente alla distribuzione delle cedole nelle scuole. La protesta, partita da Catania, si è ormai propagata su tutto il territorio Siciliano: “Siamo in profonda crisi – dichiara a BlogSicilia Francesco Flaccovio -. Da quest’anno garantiremo il servizio ma chiederemo a tutti i clienti di anticipare le somme del costo dei libri. Quando il Provveditorato provvederà al pagamento delle fatture, allora rimborseremo le somme anticipate. Non possiamo fare altrimenti, le librerie di tutta la Sicilia rischiano di chiudere”.

I fondi stanziati dalla Regione Siciliana per l’acquisto dei testi scolastici delle scuole elementari ammontano a circa 7 milioni di euro per tutta la Sicilia. Sotto accusa la tempistica del governo regionale sul finanziamento dei rimborsi: “Per l’anno 2012-2013 – dichiara Salvatore Tramontana, vice presidente assessorato provinciale con delega scolastica – la Regione aveva assicurato il pagamento del contributo entro settembre. A fronte delle richiesta fatta ad agosto 2012, i pagamenti sono stati effettuati solo ad aprile 2013. Non possiamo andare avanti così”.