“Io mi sono salvata ma non è detto che le altre si possano salvare” . Con queste parole Lidia Vivoli racconta la sua esperienza come donna vittima di violenza al convegno conclusivo del progetto “Right-Eco”, svoltosi questa mattina al Grand Hotel Villa Igiea.

Il progetto è stato cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo sviluppo” e gestito dalla Provincia Regionale di Palermo oggi Libero Consorzio Comunale, con il supporto didattico della Logos e della Euroconsult s.c.a.r.l.

Ad aprire i lavori e a moderare il convegno Filippo Spallina, responsabile del progetto. Sono intervenuti Manlio Munafò, Commissario Straordinario della Provincia Regionale di Palermo oggi Libero Consorzio; Giovanna Tamburello, Vice Prefetto di Palermo; Rosario Alescio, Presidente Logos Soc. Coop arl. ; Angela Lucia Chisena, psicologa/psicoterapeuta docente del progetto; Angelo Cuva, presidente del Comitato Tecnico Scientifico del progetto; Fabio Picciolini, presidente Consumers’ Forum; Nino Salerno, Vice Presidente Confindustria Sicilia; Patrizia Di Dio, Presidente nazionale Terziario Donna ConfCommercio; Maria Vittoria Cerami, responsabile dello Sportello antiviolenza Diana di Termini Imerese; Lidia Vivoli che ha raccontato la sua personale esperienza come donna vittima di violenza; Pietro Alongi, Commissione d’Inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia all’Ars; Fabrizio Ferrandelli, deputato regionale del Pd all’Ars e vicepresidente della Commissione Antimafia.

Attraverso workshop e focus tematici il progetto ha permesso di diffondere la promozione della legalità sia nell’ambito dell’impresa che nella società civile. I temi principali trattati sono stati la lotta all’usura, al racket, al sovraindebitamento economico delle famiglie, ma anche la promozione del microcredito, la tutela del lavoro, la difesa civile, la conoscenza di base degli aspetti psicologici da tenere in considerazione nei rapporti con le vittime.

Secondo Rosario Alescio “sono stati raggiunti importanti traguardi grazie a questo progetto. In primis i rapporti interpersonali tra i vari operatori che si occupano di legalità, sia nelle associazioni private sia nel pubblico. Abbiamo inoltre riscontrato una grande sensibilità da parte di tutte le forze dell’ordine nei vari comuni dove abbiamo organizzato i vari eventi. Se un’impresa è legale è competitiva. Un’impresa che opera nell’illegalità è destinata a morire”.

Maria Vittoria Cerami, responsabile dello Sportello antiviolenza Diana di Termini Imerese, racconta la sua esperienza in tema di aiuto alle donne vittime di violenza. “Noi aiutiamo le donne sia dal punto di vista giuridico sia dal punto di vista psicologico. Queste donne vengono lasciate sole all’interno di una gabbia, vengono allontanate da partenti e amici. Noi cercheremo di fare dei corsi anche all’interno delle scuole. La violenza di genere non è solo quella che accade nelle mura domestiche. Bisogna imparare che la violenza di genere si può avere anche con una mancanza di rispetto a lavoro come a scuola”.

Testimone e vittima di un tentato omicidio da parte del compagno, Lidia Vivoli ha parlato in prima persona della sua terribile esperienza lanciando un grido d’allarme a tutte quelle donne che vivono o hanno vissuto le sue stesse sofferenze. “Non bisogna mai confondere l’amore con la violenza. La troppa gelosia, i tentativi di controllo, essere troppo presenti e possessivi sono i primi segnali che qualcosa non va . Al primo schiaffo dovete scappare.”.

Nino Salerno sottolinea come “oggi da soli non si va da nessuna parte. Bisogna mantenere una linea di collaborazione tra sindacati, organizzazioni datoriali, istituzioni per ottenere risultati brillanti. Dobbiamo lavorare tutti per la stessa ditta, la Sicilia, che oggi più che mai deve emergere rispetto al passato. Abbiamo delle potenzialità inespresse, dobbiamo fare in modo che queste potenzialità siano fatti concreti e non chiacchiere”.

I partecipanti alle attività didattiche sono stati: operatori della polizia locale, della protezione civile, dipendenti (soprattutto responsabili degli sportelli della legalità, dell’URP o delle politiche sociali) e dirigenti della Pubblica Amministrazione, docenti e studenti delle scuole medie superiori, appartenenti ad associazioni antiracket ed Usura.

I docenti sono stati: ufficiali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, Dirigenti della Polizia di Stato, Dirigenti della Banca d’Italia, esperti in economia, professionisti nel campo sia legale che economico-commerciale e del Lavoro, Dirigenti delle Associazioni Nazionali dei Consumatori (Adiconsum), psicologi, rappresentanti del Comitato Nazionale Antiracket ed Usura.