Trovare lavoro in Italia è diventato sempre più difficile. In alcune regioni poi, come la Sicilia, l’occupazione è un vero e proprio miraggio. Finiti gli studi, per i giovani, anche i più qualificati, si prospetta uno scenario sempre identico: accontentarsi di un lavoro, spesso sottopagato che talvolta c’entra davvero poco con le proprie competenze ed attitudini o iniziare un tirocinio o stage nella speranza di essere poi assunti.

Durante il tirocinio si dovrebbe imparare a svolgere un’attività professionale, ma non sempre è così. Il periodo di ‘apprendimento’ spesso si ‘dilata’, ed i ragazzi continuano a lavorare gratis sino al giorno del benservito. Non a caso l’esperienza del tirocinio viene spesso bollata dai protagonisti come un periodo di puro ‘sfruttamento’ e nulla più.

E’ chiaro che urge ordine nel settore, a maggior ragione nella nostra Isola, dove il tasso di disoccupazione giovanile è altissimo. Proprio ieri la deputata regionale del Pd Mariella Maggio ha presentato un disegno di legge che mira a disciplinare i tirocini formativi e di orientamento. Il documento è la riformulazione di un ddl di iniziativa popolare promosso lo scorso anno dalla Cgil Sicilia, ai tempi in cui ne era segretaria proprio la Maggio e che era stato sottoscritto da 12 mila cittadini.

“Il ddl nasce, spiega la deputata – sulla base di una duplice considerazione. In primo luogo, la sollecitazione dell’Unione Europea a spendere le risorse del Piano Giovani (450 milioni di euro, ndr) e poi la necessità di giungere, entro luglio, secondo il termine previsto dalla Conferenza Stato-Regioni, al varo della legge regionale sulla regolamentazione dei tirocini”.

Obiettivo del ddl, costituito da 17 articoli, “è superare lo scollamento tra la fase formativa di un giovane ed il momento in cui lo stesso è chiamato ad acquisire competenze che gli serviranno a costruire il proprio profilo professionale. Spesso i tirocinanti non vengono seguiti, anzi, sono utilizzati per sostituire personale delle aziende in periodi di malattia o maternità. E ancora, non c’è nessuno che supervisioni rispetto a quanto dovrebbero imparare e che possa garantirgli lo svolgimento di un’esperienza formativa a tutto tondo”.

Le risorse del Pacchetto Giovani previste per i tirocini sono 33 milioni di euro. Destinatari dell’esperienza formativa, che avrà una durata di sei mesi, sono i giovani neodiplomati e neolaureati da inserire nei tirocini entro un anno dal conseguimento del titolo di studio.

Un aspetto importante è la retribuzione del tirocinio: è prevista una borsa di studio di 200 euro mensili a titolo di rimborso spese per il tirocinante. La somma sale a 400 euro se il soggetto in questione ha un’età compresa tra i 18 ed i 30 anni e risulta inoccupato o disoccupato. Per i tirocinanti appartenenti alle categorie previste dalla legge 68 del 1999, riguardante il diritto al lavoro dei disabili, l’importo della borsa di studio è a carico della Regione Siciliana.

“Abbiamo voluto – continua Mariella Maggio – che fossero previste delle agevolazioni anche per i datori di lavoro in modo da incrementare le assunzioni al termine dei tirocini”. Nella fattispecie, il datore di lavoro che assume a tempo indeterminato un tirocinante tra i 18 ed i 30 anni, avrà diritto ad un incentivo pari a 8 mila euro, che diventano 10 mila se il neoassunto è un disabile.

A breve inoltre, la Regione siciliana, che il ddl impegna a presentare un rapporto mensile sullo stato dei tirocini, istituirà un Fondo per i tirocini formativi, pari a 4 milioni di euro annui per borse di studio, e un Fondo incentivi alle aziende per l’occupazione giovanile che prevede 6 milioni di euro all’anno.

“La formazione dei giovani – conclude Maggio – non può più essere lasciata al caso. Adesso il ddl farà il suo iter, entro luglio sarà legge. Siamo molto motivati dalla certezza di dare una occasione ai ragazzi siciliani. Non possiamo permettere che continuino a lasciare la nostra regione perché non vedono altre prospettive”.