“Le intossicazioni da tonno rosso sono causa della pesca illegale. La marineria di Palermo ha pochissime quote tonno così molti pescatori cercano di aggirare i controlli, lasciando in mare il pesce appena catturato. Nel cuore della notte cercano di portarlo a riva e immetterlo nel mercato. Le ore o peggio i giorni che il pesce resta a mollo in mare guastano la qualità del tonno che produce l’istamina, sostanza velenosa che provoca anche choc anafilattico. Al momento sono una decina i casi gravi”.

Lo dice il responsabile del servizio veterinario dell’Asp 6 di Palermo Paolo Giambruno. “Al momento i casi accertati sono 46. I dati al servizio epidemiologico arrivano con una certa lentezza, quindi è possibile che si arrivi a un centinaio di casi – aggiunge Giambruno – Per tutelarsi i consumatori devono acquistare il tonno presso pescherie dove è facile verificare la tracciabilità. Difficile che la freschezza la possano garantire gli ambulanti che vendono per strada anche a prezzi molto tracciati”.

Dai titolari di pescherie molto note a Palermo arrivano i consigli ai consumatori. “Noi vendiamo il tonno a 18, 20 euro – dice Marcello Tarantino titolare della pescheria in via Ammiraglio Rizzo – I nostri clienti hanno acquistato tonno in questi giorni e non si sono mai sentiti male. Nei giorni di caldo il tonno non lo mettiamo esposto perchè deve stare all’interno della cella frigorifera. So che il tonno viene venduto anche a 5 euro. Un prezzo impossibile da applicare se il prodotto è fresco. Bisogna stare attenti perchè il rischio come si sa è altissimo”.