«Chiudere i pub dove si fa musica a Palermo è una scelta che uccide l’arte e rende meno creativa e più povera questa città. Le Forze dell’Ordine dovrebbero occuparsi di altro e il questore che li appoggia fa un grande sbaglio, considerando futili i sogni dei ragazzi che sognano di vivere di musica».

Parola del cantante palermitano Tony Colombo, reduce da due giorni di concerto sold out al teatro Golden di Palermo, dove ha riunito oltre duemila persone, intervistato anche da BlogSicilia.

Informato della notizia che nei giorni scorsi gli agenti della polizia amministrativa hanno chiuso un noto pub cittadino , dove era in corso un concerto, per la mancanza della “Licenza di pubblico spettacolo”, il cantante ha deciso di schierarsi al fianco dei musicisti che suonano nei locali:

«Se non possiedi questo documento, non puoi fare suonare più di due musicisti in un pub. Ma che senso ha? E allora a Palermo non si potranno più formare le band? Già in questa città è difficile suonare. Conosco gruppi bravissimi che fanno serate per appena 200 euro al mese. Non solo sono sottopagati, ma il palco e gli strumenti devono pure montarseli e smontarseli da soli».

E ancora: «Ma il questore Alessandro Marangoni, la polizia amministrativa e il pubblico ministero Luigi Petruzzi, che ha firmato l’ordinanza di chiusura del pub, lo sanno cosa vuol dire vivere di musica? A Palermo molti artisti trovano nella musica l’unica fonte di sostentamento. Con questo clima repressivo creeranno solo dei nuovi poveri. Vuol dire che andremo a suonare tutti a Catania, dove nessuno si è mai sognato di chiudere un pub a causa di una band e dove sono nati i cantanti migliori del momento: Mario Biondi e Carmen Consoli. E non mi vengano a parlare di problemi di sicurezza. A noi artisti non ha mai sparato nessuno e nei locali portiamo solo un grande clima di festa, dove gli incidenti non sono certo all’ordine del giorno. Insomma, io dico no alla repressione della musica nei locali».

Fonte: CS – Ufficio Stampa di Tony Colombo